25 febbraio 2016 | 16:05

I telespettatori di Honk Kong furiosi per i sottotitoli in mandarino della tv locale Tvb: inaccettabile atto di sottomissione alla Cina

Telespettatori furenti a Hong Kong per i sottotitoli in mandarino mandati in onda durante un programma trasmesso dall’emittente locale Tvb, considerati un atto di sottomissione alla Cina. Nel giro di poche ore, scrive Agi, la piccola tv dell’ex colonia britannica ha ricevuto oltre 13.000 reclami per quello che i telespettatori vedono come un tentativo di uniformare l’isola alla lingua ufficiale di Pechino, il mandarino, che utilizza ideogrammi semplificati invece dei caratteri tradizionali della scrittura di Hong Kong, dove si parla cantonese.

“I caratteri semplificati sono visti e scritti solo da illetterati”, si legge in un commento apparso sul quotidiano Apple Daily. La televisione di Hong Kong ha difeso la scelta spiegando che l’ex colonia e’ una citta’ internazionale e che in questo modo “offrira’ agli spettatori piu’ scelta” e verra’ incontro alle “differenti esigenze del pubblico”, ma in molti non sono convinti delle intenzioni dell’emittente televisiva. L’operazione di Tvb, scrive un telespettatore in un commento pubblicato dal South China Morning Post, e’ “inutile e persino stupida”. Lo scontro sulla lingua e’ l’ultimo punto di una frizione tra Hong Kong e Pechino che e’ cresciuta in questi ultimi mesi. Il rapporto con l’isola e’ stato segnato a fine 2015 dalla scomparsa dei cinque librai – sotto indagine in Cina – che gestivano una libreria specializzata su libri di gossip politico cinese, e dagli scontri della prima notte del nuovo anno lunare a Mong Kok. Ad alimentare gli scontri di Mong Kok con le forze dell’ordine sono stati soprattutto i gruppi definiti “localisti” dell’ex colonia britannica che chiedono l’indipendenza da Pechino: i manifestanti protestavano per l’intervento degli agenti contro i venditori ambulanti di specialita’ locali e gli scontri – che hanno provocato oltre cento feriti – si sono protratti fino al mattino successivo. Una sigla su tutte, quella di Hong Kong Indigenous, e’ nel mirino delle forze dell’ordine. Ray Wong, il capo del gruppo, e’ stato accusato di avere provocato risse e successivamente rilasciato su cauzione. (AGI)