29 febbraio 2016 | 10:45

‘Il caso Spotlight’ sullo scandalo dei preti pedofili raccontato dai giornalisti del Boston Globe vince l’Oscar come miglior film e miglior sceneggiatura. TUTTI I PREMI

Ennio Morricone e Leonardo DiCaprio. Sono loro i vincitori della 88ma edizione degli Oscar, entrambi arrivati alla statuetta dopo diversi tentativi, 5 per DiCaprio, 6 per Morricone che nel 2007 aveva ottenuto un Oscar alla carriera. ‘Il caso Spotlight’, sullo scandalo dei preti pedofili a Boston, ha vinto il premio come Miglior film e la statuetta per la migliore sceneggiatura. Scritto a quattro mani da Tom Mc Carthy, che lo ha anche diretto, e da Josh Singer, il film racconta l’inchiesta condotta da alcuni giornalisti del Boston Globe che ha denunciato la copertura da parte della Chiesa degli abusi sui minori commessi da più di 70 sacerdoti americani. Un’inchiesta che ha fatto vincere ai suoi autori il Premio Pulitzer. (Qui sotto i protagonisti del cast in un selfie pubblicato sull’account Instagram di uno dei protagonisti del film Liev Schreiber)

Even better. Why are we lying on the floor?

Una foto pubblicata da Liev Schreiber (@lievschreiber) in data:

 

Nella carrellata dei vincitori spiacca ‘Mad Max’ che ha vinto il maggior numero di statuette, sei in tutto, mentre ‘The Revenant – Redivivo’, il film che ha incoronato Di Caprio migliore attore, è valso l’Oscar per Alejandro Inarritu, come miglior regista, e a Emmanuel Lubezki per la fotografia. ‘La grande scommessa’, sullo scandalo dei subprime ha ottenuto il premio alla sceneggiatura non originale. Sorpresa per il migliore attore non protagonista, con il premio andato a Mark Rylance, per Il Ponte delle spie di Steven Spielberg. Alicia Vikander ha vinto l’Oscar per la migliore attrice non protagonista per ‘The Danish girl’ e Brie Larson migliore protagonista per ‘The Room’.

Standing ovation a Morricone. Il maestro, ottantasette anni, salito sul palco accompagnato dal figlio Giovanni, con la voce rotta dalla commozione ha ringraziato l’Academy, i colleghi candidati insieme a lui, Quentin Tarantino e Harvey Weinstein ma poi ha voluto concludere ringraziando la moglie, sua compagna di vita da 60 anni. Di Caprio ha invece voluto dedicare lo spazio del suo discorso al tema del riscaldamento globale: “Per girare The Revenant abbiamo dovuto andare quasi al polo. Il 2015 è stato l’anno più caldo della storia, i cambiamenti climatici sono una realtà che sta accadendo adesso, dobbiamo smettere di procrastinare, bisogna agire per l’umanità e per le comunità indigene, per i figli dei nostri figli, le cui voci sono poste sotto silenzio dall’avidità di pochi”. Tema poi ripreso in sala stampa, quando, come riporta Ansa, ha ribadito: “Avevo la possibilità di farmi ascoltare da un pubblico di svariati milioni di persone e l’ho sentito come un dovere”.

Importante anche il discorso di regista e produttori del miglior film: “Il nostro film ha dato voce ai sopravvissuti dello scandalo pedofilia nella chiesa, e questo Oscar amplifica questa voce che vorremmo arrivasse al Vaticano, – ha detto il regista Tom McCarthy – ora è il momento di proteggere in nostri bambini”. Quando regista e sceneggiatore hanno fatto la comparsa in sala stampa è accaduto un fatto curioso: un faretto è caduto, senza fare danni, ma il regista Tom McCarthy ne ha approfittato per fare una battuta: “E’ stata la Chiesa cattolica!”, ha detto, suscitando le risate dei giornalisti.

I principali Oscar

- Miglior fotografia: Emmanuel Lubezki per il suo lavoro in ‘Te Revenant – Redivivo’ di Alejandro Inarritu. Una curiosita’: Lubezki e’ al suo terzo Oscar consecutivo (ha vinto nel 2014 per ‘Gravity’ e nel 2015 per ‘Birdman’), un primato assoluto per i direttori della fotografia;

- Miglior scenografia: ‘Mad Max: Fury Road’ diretto, co-sceneggiato e co-prodotto da George Miller;

- Miglior montaggio: ‘Mad Max: Fury Road’ di George Miller;

- Miglior colonna sonora: Ennio Morricone per la colonna sonora del western di Quentin Tarantino ‘The Hateful Eight’;

- Miglior canzone: ‘Writing’s on the wall’ di Sam Smith per il film ‘Spectre’;

- Migliori effetti speciali: Andrew Whitehurst, Paul Norris, Mark Ardington e Sara Bennett per ‘Ex Machina’ di Alex Garland;

- Miglior sonoro: ‘Mad Max: Fury Road’ diretto, co-sceneggiato e co-prodotto da George Miller;

- Miglior montaggio sonoro: ‘Mad Max: Fury Road’ di George Miller;

- Migliori costumi: ‘Mad Max: Fury Road’ di George Miller;

- Miglior trucco: ‘Mad Max: Fury Road’ di George Miller;

- Miglior documentario: ‘Amy’ di Asif Kapadia dedicato a Amy Winehouse, la cantante inglese morta nel 2011 a soli 27 anni;

- Miglior corto documentario: ‘A Girl in the River: the Price of Forgiveness’ di Sharmeen Obald-Chinoy;

- Miglior corto: ‘Stutterer’ dello scrittore e regista Ben Cleary;

- Miglior corto d’animazione: ‘Bear Story’ del cileno Gabriel Osorio.

- Miglior fotografia: Emmanuel Lubezki per il suo lavoro in ‘Te Revenant – Redivivo’ di Alejandro Inarritu. Una curiosita’: Lubezki e’ al suo terzo Oscar consecutivo (ha vinto nel 2014
per ‘Gravity’ e nel 2015 per ‘Birdman’), un primato assoluto per i direttori della fotografia;

- Miglior scenografia: ‘Mad Max: Fury Road’ diretto, co-sceneggiato e co-prodotto da George Miller;

- Miglior montaggio: ‘Mad Max: Fury Road’ di George Miller;

- Miglior colonna sonora: Ennio Morricone per la colonna sonora del western di Quentin Tarantino ‘The Hateful Eight’;

- Miglior canzone: ‘Writing’s on the wall’ di Sam Smith per il film ‘Spectre’;

- Migliori effetti speciali: Andrew Whitehurst, Paul Norris, Mark Ardington e Sara Bennett per ‘Ex Machina’ di Alex Garland;

- Miglior sonoro: ‘Mad Max: Fury Road’ diretto, co-sceneggiato e co-prodotto da George Miller;

- Miglior montaggio sonoro: ‘Mad Max: Fury Road’ di George Miller;

- Migliori costumi: ‘Mad Max: Fury Road’ di George Miller;

- Miglior trucco: ‘Mad Max: Fury Road’ di George Miller;

- Miglior documentario: ‘Amy’ di Asif Kapadia dedicato a Amy Winehouse, la cantante inglese morta nel 2011 a soli 27 anni;

- Miglior corto documentario: ‘A Girl in the River: the Price of Forgiveness’ di Sharmeen Obald-Chinoy;

- Miglior corto: ‘Stutterer’ dello scrittore e regista Ben Cleary;

- Miglior corto d’animazione: ‘Bear Story’ del cileno Gabriel Osorio.