29 febbraio 2016 | 12:21

Arriva su Mediaset Premium arriva la premiatissima serie tv ‘Mr.Robot’ dal 3 marzo, ogni giovedì in prima serata – IL TRAILER

Fresca vincitrice di 2 Golden Globes – tra i quali quello di “miglior serie drama” – 3 Critics Choice Awards, un Writers Guild of America e un American Film Institute Award, Mr. Robot, la serie-rivelazione dell’anno risultata altresì la più premiata della stagione, approda su Premium Stories dal 3 marzo.

Mediaset la racconta così:

Oltre ai 2 Golden Globes (oltre a “miglior serie drama”, quello a Christian Slater quale “miglior attore non protagonista”) e ai 3 Critics Choice Awards (“miglior serie drama”, “miglior attore protagonista”, “miglior attore non protagonista”), “Mr. ROBOT” si è già aggidiucata quest’anno il prestigioso AFI Award – il premio cinematografico assegnato dall’American Film Institute – quale “Program of the Year”e l’altrettanto ambito WGA Award, il riconoscimento degli sceneggiatori della Writers Guild of America quale “Best New Series” della stagione. Sette statuette pesanti, tutte top, che rendono la serie la più premiata dell’anno.

Le bibbie tv “Entertainment Weekly” e “Tv Guide”, unite alla rivista trendy “Rolling Stone”, hanno eletto all’unisono “Mr. ROBOT” quale “miglior show televisivo della stagione” nei tradizionali numeri antologici del 2015.

LA TRAMA

“Mr. Robot”, ideata dall’outsider Sam Esmail, è stata lanciata in patria con i claim detonanti “Our Democracy has been Hacked” e “F*CK the System!”. Racconta le vicende del sociopatico e paranoico esperto di sicurezza informatica Elliot Alderson (Rami Malek, candidato, oltre ai Golden Globes, anche ai prossimi SAG Awards e ai Critics’ Choice Awards 2016), il quale nasconde una doppia vita da solitario hacker giustiziere di estremo talento, pronto a smascherare trafficanti di pedopornografia così come ipocriti fidanzati di amiche e colleghe. Quando viene avvicinato da un misterioso anarchico insurrezionalista soprannominato “Mr. Robot” (Christian Slater) che intende introdurlo in un gruppo di hacktivisti – la F-Society – Elliot scopre che esiste chi come lui vuole liberare il mondo dai debiti con le banche o smascherare i corrotti delle multinazionali. Il principale obiettivo del gruppo sembra essere quello di demolire digitalmente e finanziariamente la più potente e famigerata multinazionale al mondo, la E-Corp, rinominata Evil Corp (azienda del male).

I RIFERIMENTI DI CRONACA

Figlia del caso Snowden e del recente hackeraggio ai danni della Sony, strizzando l’occhio a Anonymous e Occupy Wall Street, “Mr. ROBOT” cavalca l’attualità della tecnologia, dello spionaggio digitale, della giustizia al limite dell’anarchia, della comunicazione social e della cyber-security.
Tutti temi che hanno appassionato critici e pubblico americano (la serie è già stata rinnovata per la 2° stagione dopo i risultati esaltanti), consci che la serie non si rivolga ad un pubblico di tecno-esperti o specializzato: alla fine a venir fuori è il quadro di una società odierna e attualissima (multinazionali, governo, cospirazioni) che solo alcuni hanno la capacità di disvelare e rendere di pubblico dominio. Proprio per questo, il punto di vista della serie risulta super-partes: è il telespettatore a ponderare e a farsi un’idea.
Il logo della E Corp richiama quello della Enron, la tristemente popolare corporazione di Houston caduta in bancarotta fraudolenta nel 2001.
Tra giugno e settembre, quando è stata trasmessa in America la serie, ci sono stati almeno tre attacchi informatici con ampia rilevanza mediatica che risuonano per certi aspetti nella trama: quello contro l’agenzia americana che conserva i dati dei dipendenti del governo federale (OPM hack); quello contro l’azienda italiana di software spia per governi, Hacking Team; e quello contro il sito di dating Ashley Madison, che addirittura è finito citato nella serie, in una sorta di preveggenza autoriale (era presente nello script, poi tolto, poi rimesso di corsa dopo che è avvenuto davvero un attacco al sito di incontri online). E non è un caso che l’ideatore Esmail, alla fine e all’inizio della stagione, sia andato su Reddit, il sito di riferimento delle comunità nerd/tech, a raccogliere commenti e domande.

I PROTAGONISTI

Sia l’ideatore di “Mr. Robot” Sam Esmail sia il protagonista Rami Malek, sono di origini egiziane.
Esmail spiega la genesi della serie, a metà strada tra il suo passato nerd e le sue origini: «Ero un nerd, stavo sul mio computer per tutto il tempo, ero un fan di Steve Jobs, ero ossessionato da lui. All’inzio sembrava contro Microsoft, poi un giorno l’ho visto insieme a Bill Gates e hanno unito le forze. Ricordo di essere rimasto tanto scoraggiato e disilluso. Penso che ci siano un sacco di continue delusioni quando si tratta dei nostri eroi, purtroppo. Tutti pensano fosse un grande uomo ma ha fatto i miliardi sfruttando i bambini. Tutto il mondo non è che un grande imbroglio. I social media agiscono come surrogato dell’intimità. Io sono egiziano e sono andato in Egitto subito dopo la Primavera Araba. Quella è sicuramente stata una delle ispirazioni per la serie, perché l’intera Primavera Araba aveva a che fare con questa gioventù arrabbiata che era stufa del mondo e della società che gli stava intorno. La leva che avevano in mano sul controllo a cui la vecchia generazione li costringeva era proprio la tecnologia, e l’hanno usata. Hanno incanalato quella rabbia in qualcosa di veramente positivo e produttivo e questo ha davvero fatto la differenza».

Oltre a esserne l’ideatore, Esmail è altresì sceneggiatore, produttore esecutivo e regista di 4 episodi. Il logo della E Corp richiama quello della Enron, la tristemente popolare corporazione di Houston caduta in bancarotta fraudolenta nel 2001. Rami Malek è stato raccomandato a Esmail da Emmy Rossum di “Shameless”, all’epoca del casting fidanzata con l’ideatore di “Mr. Robot”. Mac Quayle compone la moderna colonna sonora. Le riprese sono state effettuate interamente a New York.

LA STAMPA INTERNAZIONALE

Così il “New York Times”: “è un’intrigante novità dove il cyber-thriller è intriso di nichilismo pessimista on line sul capitalismo e la diseguaglianza. E’ la prima serie che elegge un hacker a protagonista, solitamente relegato sullo sfondo, facendolo diventare una versione 2.0 del Travis Bickle di ‘Taxi Driver’”. Se per “Hollywood Reporter” “è un affascinante tripudio di pseudonimi e sotto-testi”, per “Variety” il serial “si candida ad avere ‘il personaggio più tormentato dell’ultima decade’ grazie a uno stupefacente Rami Malek, con atmosfere oniriche che ricordano il ‘Brazil’ di Terry Gilliam”. Sul celebre sito critico “Rotten Tomatoes”, la serie è stata accolta con il record di 98% di consensi. Le riviste specializzate “Wired” e “Geek!” hanno gridato rispettivamente al “capolavoro” e al “Fight Club’ 2.0 della morale”, mentre “Rolling Stone” si è trovato d’accordo con “Tv Guide” e “Entertainment Weekly”: “è il miglior show televisivo della stagione”.