01 marzo 2016 | 18:15

Il ddl sul sostegno pubblico all’editoria all’esame della Camera. Approvati gli emendamenti relativi all’istituzione del fondo presso il ministero dell’Economia e via libera al pacchetto di misure per le edicole

In corso nell’Aula della Camera l’esame del ddl sul sostegno pubblico per il settore dell’editoria. Gli emendamenti da votare sono oltre un centinaio, per cui è presumibile che al voto finale sul provvedimento non si giunga prima di domani. Lo scrive l’agenzia Ansa.

Diverse le questioni affrontate negli emendamenti, dai finanziamenti al fondo per il pluralismo, alle norme sulla professione giornalistica. Secondo quanto si legge sempre sull’agenzia, il fondo per il pluralismo e l’innovazione, in base all’emendamento della commissione al primo articolo, verrà finanziato, oltre che da altre fonti, da un contributo di solidarietà pari allo 0,1% del reddito complessivo di “concessionari della raccolta pubblicitaria sulla stampa quotidiana e periodica, sui mezzi di comunicazione radiotelevisivi e digitali; società operanti nel settore dell’informazione e della comunicazione che svolgano raccolta pubblicitaria diretta e da altri soggetti che esercitino l’attività di intermediazione nel mercato della pubblicità attraverso la ricerca e l’acquisto, per conto terzi, di spazi sui mezzi di informazione e di comunicazione, con riferimento a tutti i tipi di piattaforme trasmissive, compresa internet”.

Altro emendamento riguarda poi i criteri per il calcolo del contributo derivante dal fondo per l’editoria, tra i quali entra, per le testate online, anche quello relativo al “numero dei giornalisti impiegati”, oltre all’aggiornamento dei contenuti ed al numero effettivo di utenti unici raggiunti”.

“Nessuno può assumere il titolo nè esercitare la professione di giornalista se non è iscritto nell’elenco dei professionisti ovvero in quello dei pubblicisti dell’albo regionale o interregionale competente. La violazione di tale disposizione è punita a norma degli art. 348 e 498 del codice penale, ove il fatto non costituisca un reato più grave”. Lo prevede un emendamento della commissione al terzo articolo del ddl editori. L’emendamento, sottolinea l’agenzia, modifica l’articolo 45 della legge sull’ordinamento della professione giornalistica, relativo all’esercizio della professione di giornalista. Un emendamento anche per il ricorso al prepensionamento dei giornalisti, per i quali saranno previsti “l’incremento dei requisiti e la ridefinizione dei criteri”.

Secondo quanto risulta sempre su Ansa, approvato l’emendamento che riguarda le somme versate per le sanzioni irrogate dall’Agcom che non rientrano più tra le fonti di finanziamento del fondo dell’editoria. Lo stesso emendamento precisa, inoltre, che la quota di finanziamento derivante dalle eventuali maggiori entrate per il canone Rai potrà essere fatta valere solo dal 2016 al 2018. Il Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione sarà istituito al ministero dell’Economia, e non presso la Presidenza del Consiglio, come inizialmente stabilito dal testo.

Il via libera dell’Aula della Camera, scrive Askanews, è arrivato anche per l’emendamento, a prima firma Coscia del Pd, che inserisce tra i requisiti per accedere ai contributi pubblici “l’obbligo per l’impresa di adottare misure idonee a contrastare qualsiasi forma di pubblicita’ lesiva dell’immagine e del corpo della donna”. La proposta di modifica è stata approvata dalla stragrande maggioranza: i voti a favore sono stati 401.

Secondo quanto riporta Askanews, poi, il via libera dell’Aula della Camera è arrivato per le novità per le edicole. Il pacchetto di misure destinate alla rete della distribuzione conferma la “liberalizzazione della vendita dei prodotti editoriali” che preoccupa gli edicolanti ma tenta di rendere questa liberalizzazione piu’ soft riaffermando alcuni divieti per rendere i giornalai un po’ piu’ forti nel rapporto con i distributori.

Il governo nell’esercizio della delega dovra’ puntare ad attuare (e’ saltata la parola “accompagnamento” con due soli voti contrari) il processo di liberalizzazione assicurando “agli operatori parita’ di condizioni ferma restando l’applicazione” dell’articolo 9 di una legge del 1998 che rende nulli i patti derivanti da abuso di dipendenza economica e si fa espresso riferimento al “divieto di sospensioni arbitrarie delle consegne” da parte dei distributori ai singoli giornalai e all’esigenza di garantire “il pluralismo delle testate presenti in tutti i punti vendita”.

Dovranno inoltre essere introdotti anche “parametri qualitativi” per l’esercizio dell’attività. Verrà promosso un “regime di piena liberalizzazione degli orari di apertura dei punti vendita” e la “rimozione degli ostacoli che limitano la possibilita’ di ampliare l’assortimento e l’intermediazione di altri beni e servizi, con lo scopo di accrescere le fonti di ricavo potenziale”. Con un emendamento approvato dall’Aula si legge che ciò dovrà avvenire “nel rispetto delle norme e delle prescrizioni tecniche poste a tutela di esigenze di salute pubblica, ordine pubblico e acquisizione di gettito erariale”.