02 marzo 2016 | 15:50

Fnsi: una buona notizia il via libera della Camera al ddl sul sostegno pubblico per il settore dell’editoria

“L’approvazione della proposta di legge di riforma dell’editoria da parte della Camera dei deputati è una buona notizia per il comparto”. Lo affermano, in una nota, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Fnsi, in riferimento alla approvazione questa mattina a Montecitorio del ddl per il sostegno pubblico al settore dell’editoria.

“In un settore ancora alle prese con gli effetti della lunga fase di recessione la revisione e l’aggiornamento di norme risalenti a epoche lontane possono contribuire a chiudere i processi di ristrutturazione aziendale ancora in corso e a porre le basi per una ripresa del mercato e dell’occupazione. In questo senso, è auspicabile che nella definizione dei criteri per l’assegnazione delle risorse pubbliche destinate al settore venga assegnata priorità assoluta alla buona occupazione, prevedendo meccanismi di incentivazione e di sostegno per le sole aziende che rispettano i contratti nazionali di lavoro e osservano gli obblighi retributivi e contributivi”.

Nella foto, da sinistra: Raffaele Lorusso, segretario generale della Fnsi, e e Giuseppe Giulietti, presidente della Fnsi (foto Assostamparegionali.wordpress.com)

“Altrettanta determinazione è necessaria per mettere in campo strumenti di piena inclusione nel mondo del lavoro dipendente dei troppi giornalisti precari e sfruttati con contratti di lavoro atipici. La direzione intrapresa è quella giusta ed è quella auspicata dalla Fnsi e dalle Associazioni regionali di stampa”, conclude la nota, con i ringraziamenti al relatore della proposta di legge, l’onorevole Roberto Rampi, e ai deputati “che hanno lavorato per mettere a punto le nuove norme”. “L’auspicio è che anche il Senato approvi in tempi brevi la proposta di legge per assicurare al settore il non più rinviabile rilancio”.

“Dal marzo 2013 un provvedimento per cambiare la barbarie della legge sulla diffamazione rimbalza tra Camera e Senato, senza essere approvato. I colleghi continuano, intanto, ad essere condannati al carcere: ultimo in ordine di tempo un battagliero pubblicista di oltre 80 anni. In cinque mesi viene, invece, votata una ipotesi di riforma dell’Ordine che non recepisce quanto proposto dal Consiglio dell’Odg, ma con cinque righe ispirate da chi è marginale nella categoria, cancella la memoria di Guido Gonella”. Lo sostiene il presidente dell’Odg, Enzo Iacopino. “La libertà di stampa è, da ora, sicuramente più garantita. Siamo tutti più sereni – prosegue Iacopino -. Non si sentirà parlare, si illudono, di schiavitù nel mondo dell’informazione. Gli editori possono brindare assieme ai loro complici di mille misfatti: il contratto da fame, la vergogna della delibera sull’equo compenso, la devastazione di alcuni diritti di chi ha lavorato per una vita e quella di quanti, senza tutele, dovranno accontentarsi delle mancette in cambio di un lavoro sempre più faticoso”. “Gli stessi editori che potranno continuare ad incassare danari pubblici, senza neanche dimostrare di avere retribuito i giornalisti – conclude il presidente Odg -. E potranno continuare a nascondere i molti interessi che hanno in altre attività così che i cittadini non sapranno mai perché certe notizie spariscono o vengono esaltate. E’ davvero il momento di riflettere su chi fa questo lavoro e di dare voce ai diritti calpestati da patti tanto scellerati quanto inconfessabili”.