03 marzo 2016 | 10:14

La lettera di John Elkann ai dipendenti di ItEdi

John Elkann scrive ai dipendenti di ItEdi per presentare la fusione della società con il Gruppo Espresso e spiegarne le motivazioni. Analizzando l’evoluzione del mercato dei media, dalla possibilità di condividere e approfondire news in tempo reale alle difficolta generate dal calo delle vendite e della pubblicità, Elkann parla di una nuova realtà, che punta a essere leader nel settore dell’informazione, dando vita a un gruppo multimediale “solido e integrato”, sul modello di realtà internazionali come Axel Springer in Germania o News Corporation in America.

Ecco il testo completo:

Cari Colleghi,
le trasformazioni epocali che il mondo dell’informazione ha vissuto in questi anni hanno cambiato molti aspetti della vita quotidiana di tutti noi: oggi possiamo approfondire qualunque argomento e condividere i nostri pensieri in tempo reale, utilizzando una molteplicità di strumenti per accedere a contenuti multimediali, senza peraltro rinunciare al piacere di una lettura più distesa, sfogliando le pagine del nostro quotidiano preferito. La maggiore libertà di cui godiamo ogni giorno ha un valore enorme, ma comporta anche un costo significativo, per chi ha il compito di produrre, organizzare e distribuire le informazioni. Se a ciò si aggiunge il calo delle copie vendute in edicola e la riduzione strutturale della raccolta pubblicitaria, diventa obbligatorio per gli editori ripensare il modo in cui si lavora nei giornali, riducendo i costi e aumentando l’efficienza del sistema. Ma esiste un livello oltre al quale un buon editore non può, anzi non deve andare, se vuole continuare a garantire al lettore un’informazione di qualità, libera e completa. Arriva il momento di mettere da parte le consuetudini e le certezze acquisite nel tempo, per trovare soluzioni nuove e originali, capaci di mettere definitivamente in sicurezza non solo l’attività economica e coloro che lavorano nei giornali, ma soprattutto la funzione stessa di fare informazione.

Quel momento è arrivato, e oggi sono felice di annunciare una novità destinata a aprire grandi prospettive per La Stampa e il Secolo XIX, migliorando il servizio che rendiamo ai nostri lettori. L’accordo che abbiamo raggiunto con il Gruppo l’Espresso porterà alla creazione di una nuova realtà nella quale fonderemo tutte le nostre attività editoriali. La Società sarà leader nel settore dell’informazione in Italia, in grado di offrire la più ampia e completa gamma di contenuti e di servizi giornalistici, in forma cartacea e digitale. Oltre a rendere più efficiente l’attività gestionale e editoriale, cambierà il panorama internazionale delle news factory, dando vita un gruppo multimediale solido e integrato, al pari di realtà quali Axel Springer in Germania o News Corporation negli Stati Uniti.

Il rispetto dei valori di integrità e indipendenza che ha guidato fino ad oggi le nostre testate resterà immutato, perché sono gli stessi principi che la Famiglia De Benedetti segue da ormai quasi 40 anni nel sostenere e sviluppare il Gruppo Espresso. Sul piano personale, sono particolarmente felice di unire i nostri destini editoriali ad una testata come La Repubblica, il giornale che il mio prozio Carlo Caracciolo contribuì a fondare, forte dell’esperienza che aveva maturato come editore de L’Espresso: il mio impegno nel nuovo Gruppo sarà il modo più bello per onorare e proseguire ciò che egli iniziò con passione e entusiasmo nel 1976.

Diversa è la storia di Itedi, ma non certo meno intensa: non sono ancora trascorsi due anni da quando abbiamo annunciato la fusione tra le nostre due testate, e oggi compiamo un ulteriore, fondamentale passo in avanti. A incoraggiarci nell’intraprendere questo nuovo percorso sono stati proprio i risultati che abbiamo raccolto in questi mesi: l’integrazione sta dando ottimi frutti, e al di là dei positivi risultati gestionali, ha reso l’offerta informativa più ricca e articolata, rafforzando il rapporto di fiducia che La Stampa e Il Secolo XIX hanno saputo stabilire nel corso di oltre un secolo con i loro lettori. In particolare, sia per La Stampa – alla quale la mia famiglia ed io siamo legati da un vincolo affettivo oltre che storico – che per Il Secolo XIX – la cui storia è legata dal 1897 alla famiglia di Carlo Perrone – la novità di oggi si inserisce in pieno nella tradizione delle testate, che si sono sempre distinte per la loro capacità di restare fedeli a loro stesse e alle loro radici, senza mai smettere di innovare e di guardare al futuro. Ed è proprio guardando al futuro che oggi annunciamo questo nuovo Gruppo editoriale, il quale rappresenta insieme un avvincente progetto imprenditoriale nel mondo dei media e un atto di fiducia nei confronti dei giornali. La sua e la nostra missione non sarà adattarsi alle novità, ma al contrario guidare e se possibile anticipare i cambiamenti che continueranno a emergere a ritmo incessante nel nostro settore: una certezza, questa, che rende così unico, interessante e vivo il mondo dell’informazione.