03 marzo 2016 | 18:40

La fusione Itedi in Gruppo Espresso è un’operazione che darà vita a un gruppo da 750 milioni di euro, 800mila copie di diffusione e 5,8 milioni di lettori. E Manzoni diventerà la concessionaria più forte su carta e web

Le prime reazioni all’annuncio dell’accordo per la fusione di Itedi nel Gruppo Editoriale L’Espresso sono la dimostrazione del colpo grosso che Rodolfo De Benedetti e Monica Mondardini sono riusciti a realizzare con l’alleanza con John Elkann e Carlo Perrone.

L’Editoriale L’Espresso alla fine dell’anno necessario per mettere a punto la fusione, diventerà un gruppo da 750 milioni di euro di fatturato in grado di coprire la penisola con Repubblica, grande quotidiano nazionale con redazioni in 9 città, a cui si aggiungono le 18 testate locali della Finegil (17 quotidiani e un trisettimanale) e La Stampa con le sue oltre 160mila copie diffuse a livello nazionale, la sua capillarità in Piemonte e nel Ponente della Liguria, regione dove testata leader è il Secolo XIX. Complessivamente il nuovo gruppo editoriale potrà contare quotidianamente su circa 800mila copie di diffusione e su 5,8 milioni di lettori. A cui si aggiungono una potente presenza digitale di 2,5 milioni di utenti, i periodici , e Elemedia con il suo network radiofonico in cui primeggia Radio Deejay.
Un gruppo che si presenta con i conti in ordine, a partire dai dati dei bilanci 2015. Un risultato netto positivo di 17 milioni di euro, il doppio dell’esercizio precedente, per l’Editoriale L’Espresso, perla rara nel sofferente scenario dell’editoria italiana, con i suoi ricavi consolidati a 605,1 milioni, anche se in calo rispetto al 2014 del 6%, per effetto della diminuzione delle diffusioni (-6,4%) e della pubblicità (-4,2%). Mentre Itedi, nata il primo gennaio 2015, dopo la fusione tra l’Editirice La Stampa e la Sep (editrice del Secolo XIX)  dopo tagli e sinergie tra le due testate, ha chiuso il suo primo anno di vita con il bilancio il leggero attivo e una buona ricapitalizzazione, condizione ideale per presentarsi al futuro matrimonio.
L’operazione – che ha avuto un’accelerazione a partire dall’inizio dell’anno, con Monica Mondardini, amministratore delegato del Gruppo Editoriale L’Espresso, grande promoter della fusione, impegnata a misurarsi con i manager dell’Itedi, a partire dall’ad l’ingegner Vanetti, – vede modificare le quote azionarie della famiglia De Benedetti che passerà dal 53,581% al 43%, cedendo
un 10% ripartito, con il 5% a testa, tra Exor, la holding di partecipazioni che fa capo alla famiglia Agnelli, e Press Holding spa della famiglia Perrone. Sia Cir sia Exor definiranno un accordo per unire le loro due partecipazioni a seguito del perfezionamento della fusione.

Monica Mondardini e Rodolfo De Benedetti

Monica Mondardini e Rodolfo De Benedetti

Rodolfo De Benedetti, presidente di Cir e Cofide e della Fratelli De Benetti, con questa fusione ha assunto un ruolo e una visibilità inaspettata nelle vicende editoriali del gruppo e si ritrova con a fianco soci come John Elkann e Perrone, competenti di editoria, finanziariamente solidissimi e con grandi agganci a livello internazionale.
Mentre John Elkann con questa operazione, a cui contemporaneamente è corrisposta la decisione di Fca di uscire da Rcs Media Group, ha dimostrato ancora una volta abilità a gestire gli affari di FCA e della famiglia, con una determinazione quasi spietata ( nei confronti di Rcs) e con garbo e capacita nerl comunicare la fusione tra Itedi e Espresso. La visita alla sede Stampa, accompagnato dal figlio Oceano, per raccontare personalmente la vicenda mentre uscivano le agenzie con i comunicati della formalizzazione dell’operazione – come a confermare che la famiglia diminuirà il peso azionario ma sarà sempre pronta a vigilare sul quotidiano di cui è proprietaria dal 1925 – è stato un gesto di impatto sulla redazione, sottosopra dopo la notizia inaspettata che segnalava la fine definitiva di un’epoca, e che incominciava a chiedersi se La Stampa sarebbe entrata a far parte del novero delle gloriose testate locali della Finegil.
Ci sarà ancora tempo per esercitarsi sugli effetti di questa operazione sulle strategie editoriali che seguiranno e su come influenzerà il mondo del giornalismo e della pubblicita’. Certo è, che quando la Manzoni avrà in portafoglio anche delle due testate Itedi ( oggi in gestione a Rcs pubblicità) diventerà la concessionaria con l’offerta più forte nella carta stampata e nel web. Creando non pochi problemi all’organizzazione dei concorrenti.