Protagonisti del mese

04 marzo 2016 | 8:55

Il nostro numero magico

 3,2 interaction al secondo, l’asso nella manica per convincere gli investitori.

La strategia digitale poggia però sulla carta e sulla qualità: per questo investiamo su Vanity, Vogue e Gq, dice Fedele Usai

Immaginate un video che racconta una bella storia costruita attorno a un marchio noto e ben dotato di appeal, cose come una grande griffe del lusso, una casa cosmetica capace di far sognare, un brand della tecnologia particolarmente innovativo. Quel video, se volete, potete godervelo per intero sul vostro pc, ma in men che non si dica ve lo ritrovate sul tablet e sullo smartphone spezzettato ed elegantemente rimontato per una visione più emozionale e veloce e, in una forma ancora diversa, lo vedete ricomparire su Instagram, Facebook e su tutti gli altri social che frequentate.

È questa la nuova frontiera della Condé Nast, vale a dire un sistema che parte dalla creazione di contenuti, cioè il mestiere tradizionale dell’editore, e prosegue con la loro distribuzione nel format più adatto a catturare l’attenzione degli utenti sui diversi device e media. Quanto e come questi utenti agiscono, nel linguaggio degli specialisti è ciò che si chiama social interaction: cose che a leggerle o a sentirle raccontare, si capiscono solo in parte. Difatti Condé Nast ha pensato bene di mostrarle al mondo dell’impresa e degli investitori nel corso di una serata dedicata alla presentazione della sua Collection per illustrare le più importanti novità del 2016.

E per rendere d’immediata comprensione l’efficacia della social interaction ha proiettato su grande schermo il dashboard che, tra le mani del direttore Digital Marco Formento, mostrava in tempo reale quanti utenti erano collegati e cosa stavano facendo (un post di commento, la condivisione su un social, un segnale di approvazione) su tutti i media digitali del gruppo, dai siti alla piattaforma video CnLive!.

“Oggi Condé Nast sviluppa 3,2 interaction al secondo”, annuncia Fedele Usai, fresco di nomina a direttore generale nella riorganizzazione che il presidente e amministratore delegato, Giampaolo Grandi, ha avviato a inizio anno.

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 469 – Marzo 2016
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