04 marzo 2016 | 18:16

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Servizio di copertina – Il futuro è adesso. Non c’è un minuto da perdere per traghettare la Rai nel nuovo mondo, avverte Campo Dall’Orto. Ecco le donne e gli uomini chiave e i problemi che dovranno risolvere

Per tentare di avere un’idea di cosa vuol essere la Rai di Antonio Campo Dall’Orto bastava seguire le audizioni in commissione di Vigilanza (10, 17 e 24 febbraio) durante le quali lui stesso, ma molto di più il capo dell’informazione Carlo Verdelli, hanno dichiarato senza ciurlare nel manico e senza timidezze le proprie intenzioni. Verdelli ha ribadito che la Rai è obsoleta e che non c’è più un minuto di tempo da perdere. Con voce calma, frasario immaginifico ma efficace (“Dobbiamo fare come gli elefanti di Pirro che hanno scavalcato le Alpi della modernità”), Verdelli ha ribadito concetti nient’affatto banali, tra cui i tre diritti che ritiene che il servizio pubblico debba riconoscere al cittadino telespettatore: non sapere, non capire e non ricordare.

Traghettare il gigantesco apparato Rai nel ‘nuovo mondo’: questo sembra essere dunque l’obiettivo della nuova dirigenza. Verdelli ha anche e molto insistito sul digitale (“Dobbiamo trasformarci in una digital media company”) che è – piaccia o non piaccia – il territorio su cui si gioca il futuro della comunicazione. È questo il settore di cui si occupa Gian Paolo Tagliavia, nominato direttore della divisione Digital.
Una delle novità è la nomina di Giancarlo Leone, ex direttore di Raiuno che ora assume l’incarico di direttore Coordinamento editoriale e palinsesti televisivi: in lui Dall’Orto ha intravisto e riconosciuto competenze pregiate e ha stabilito subito un rapporto di fiducia vera, attribuendogli notevoli responsabilità di gestione. Con il marketing e il palinsesto alle dirette dipendenze, Leone supervisionerà l’attività delle reti generaliste e tematiche ed è plausibile pensare, data anche la relativa esperienza di Andrea Fabiano, suo vice nominato direttore di Raiuno, che sull’ammiraglia si profili una sorta di gestione collegiale.
Le nomine hanno dovuto attendere il voto da parte della Camera della legge sulla Rai, ma ora si tratta di lavorare pancia a terra ai palinsesti e alla riorganizzazione, con la consapevolezza che la convenzione con lo Stato è in scadenza. Ci è sembrato dunque utile raccontare i cambiamenti insistendo particolarmente sulle realtà più problematiche (Raitre e Rai Sport): su queste novità e non solo simbolicamente, la strategia di Campo Dall’Orto e della sua squadra mette in gioco la propria credibilità, insieme a quella della Rai del futuro.

L’articolo  è sul mensile Prima Comunicazione n. 469 – Marzo 2016
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