Protagonisti del mese

04 marzo 2016 | 8:52

Lavoro perché mi diverto

Paolo Liguori, a fare il pensionato, proprio non ci riesce. Gli hanno riaffidato la direzione di TgCom24, sovrintende ai notiziari delle radio e alle news su Internet. Il suo segreto? Mescolare i generi, inventare e puntare sullo smartphone

“Comincio alle sette di mattina, seguendo i notiziari delle radio. Poi arrivo al Palazzo dei Cigni, a Milano 2, per il TgCom24, quindi c’è Internet. Insomma, sovrintendo a questa macchina basata su un gioco di incroci di notizie all’interno di media diversi, che si sta riorganizzando ed estendendo”. La giornata di Paolo Liguori non è quella classica di un pensionato, soprattutto dopo che a novembre gli hanno riaffidato la direzione del TgCom, un sistema che comprende il web, il mobile e un canale all news. Il nuovo incarico si va a sommare alla direzione dei notiziari di emittenti radio che si rivolgono a un bacino di 18 milioni di ascoltatori e a quella di Mediavideo. Infine, ciliegina sulla torta multistrato, c’è la responsabilità del master di giornalismo nato dalla partnership tra Mediaset e Iulm. Un lavoro massacrante; ma perché Liguori ha accettato di rimettersi in gioco? “TgCom, che l’8 marzo festeggerà i 15 anni di vita, in qualche modo l’ho costruito io su Internet”, risponde. “Ci credevo e l’ho consegnato alla televisione nelle mani di Mario Giordano. Insieme abbiamo portato avanti la prima parte di una startup in cui tivù e web si intrecciavano per dar vita al canale all news TgCom24. Pier Silvio Berlusconi, Fedele Confalonieri e Mauro Crippa mi hanno detto che poteva contribuire a rilanciare il marchio che può diventare strategico”.

Paolo Liguori

Prima – In che senso?
Paolo Liguori – Quando le risorse diminuiscono si ha meno spazio per brand confinati su un solo canale. Non a caso Mediaset si è dotata di un’agenzia d’informazione che opera per tutti i canali come NewsMediaset, e di un canale trasversale come TgCom24, che fornisce notizie per tutto il giorno collegato a un sito che fa informazione 24 ore su 24, come tutti gli strumenti mobili digitali a cui la piattaforma è collegata. Oggi il marchio TgCom è più visto sul device mobile, soprattutto gli smartphone, che sul computer. Siamo sempre dove e quando le persone richiedono informazione. E il canale all news fa anche da vetrina, ospitandoli, a Tg5, Studio Aperto, Tg4.

L’articolo  è sul mensile Prima Comunicazione n. 469 – Marzo 2016
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