07 marzo 2016 | 10:56

Monica Mondardini ha capito le logiche dei media e se avessi soldi da investire comprerei azioni del Gruppo Espresso, dice l’editore Paolo Panerai. Improprio dire che Fca ha salvato tre volte Rcs

“Se avessi soldi da investire comprerei azioni del Gruppo Espresso-Repubblica”. Così Paolo Panerai, ad e vicepresidente di Class Editori, nel suo fondo Orsi & Tori su ItaliaOggi e Milano Finanza del 5 marzo.

Paolo Panerai, Class Editori (Olycom.it)

Paolo Panerai, Class Editori (Olycom.it)

Panerai investirebbe in azioni del Gruppo Espresso-Repubblica, come scrive lui stesso, “non tanto perché sarà allargato a La Stampa e a Il Secolo XIX e tanto meno perché nella compagine azionaria, alla fine dell’operazione, ci sarà Exor guidata da John Elkann”. L’ad di Class Editori lo farebbe perché ritiene che Monica Mondardini sia “un manager con i fiocchi, probabilmente la donna-manager più brava d’Italia”.

Mondardini è, secondo Panerai, “il primo caso di un manager completamente privo di esperienze precedenti nel campo dell’informazione quotidiana e online che abbia saputo subito capire la logica dei media e raddrizzare una barca che come quasi tutte le altre aziende del settore faceva acqua”.

Il bilancio 2015 del Gruppo Espresso, prosegue Panerai, “ha chiuso con un utile di 17 milioni di euro, ma la capitalizzazione di borsa è pari solo a poco più della metà del fatturato post acquisizione: 750 milioni contro un valore complessivo in borsa di appena 398 milioni”. Ma il motivo è, secondo Panerai, da ricondurre alla “crisi generale delle borse” e alla “crisi determinata dalla rivoluzione tecnologica”.

Mentre sulla decisione da parte di John Elkann, presidente di Fca, di “far uscire da Rcs la ex Fiat, che è oggi il maggior azionista con il 17% circa”, sostiene Panerai che sia “quantomai improprio dire che”, prima Fiat e poi Fca, hanno hanno “compiuto tre salvataggi”. E aggiunge: “Elkann ha soddisfatto con un settimanale globale [l'Economist, ndr] (quindi coerente con la globalizzazione di Exor) la passione per l’editoria ereditata dal nonno”.