09 marzo 2016 | 17:55

Occorre rivedere il termine ultimo per il rilascio della banda a 700 MHz ai servizi mobili a banda larga al 2022, chiedono gli operatori di rete dtt di Confindustria Radio-Televisioni

“E’ necessario rivedere il termine ultimo per il rilascio della banda a 700 MHz ai servizi mobili a larga banda al 2022″ e “conformarsi alle previsioni del Rapporto Lamy e dei gruppi internazionali di gestione dello spettro, garantendo alla piattaforma terrestre un orizzonte certo fino al 2030 con una rivalutazione tecnologica e di mercato al 2025″. E’ quanto hanno chiesto gli operatori di rete del digitale terrestre associati in Confindustria Radio Televisioni, riferisce l’Ansa, nel corso di un’audizione nella Commissione Trasporti della Camera, in merito alla proposta di decisione relativa all’uso della Banda di frequenza 470-790 MHz nell’Unione Europea.

Secondo CrTv, scrive l’Ansa, la proposta della Commissione Europea, che dovrà passare il vaglio formale degli Stati Membri e quello sostanziale del Parlamento e del Consiglio dell’Unione Europea, “nella sua attuale formulazione non prende in considerazione le specificità che la tv digitale terrestre ha in alcuni Paesi europei come l’Italia e non tiene conto del ruolo e dell’importanza della tv digitale terrestre, mezzo ancora più efficiente, più diffuso e più capillare per la fruizione dei contenuti audiovisivi in chiaro”.

“Sarebbe auspicabile – prosegue – che tali necessità fossero rappresentate al Consiglio e al Parlamento Europeo chiamati ad approvare la decisione e che, sin da subito, sia avviato dal Ministero dello Sviluppo Economico e dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni il processo di elaborazione di un percorso di transizione condiviso con gli operatori e il confronto con i paesi confinanti (in particolare la Francia, molto avanti nel processo di transizione)”.

Gli operatori di rete associati in Confindustria Radio Televisioni ritengono necessaria “l’istituzione di un tavolo di confronto politico-istituzionale, in grado di governare il processo, salvaguardando le esigenze delle imprese coinvolte nella prospettiva dello sviluppo e dell’innovazione. Un piano di azione condiviso che tenga conto di scadenze e obiettivi modulati con le esigenze dell’industria e dei cittadini”.