10 marzo 2016 | 13:19

Diritti tv: audizione finale per Sky, Mediaset, Lega e Infront che si difendono negando l’esistenza di intese e criticando l’operato dell’Antitrust

Tutti contro l’Antitrust. Nell’audizione finale del procedimento sul presunto accordo per la spartizione dei diritti televisivi 2015-2018 delle squadre di calcio di Serie A tra Sky e Mediaset, le parti hanno criticato l’operato dell’Autorità, oltre a negare l’esistenza di un’intesa lesiva della concorrenza. All’appuntamento a porte chiuse di ieri, 9 marzo, erano presenti tutti gli attori interessati, i due broadcaster, la Lega Calcio e l’advisor Infront. Stando alla ricostruzione dell’agenzia Ansa, i consulenti hanno sostenuto che l’indagine non ci sarebbe mai stata se l’Antitrust avesse fatto il suo dovere nelle giuste tempistiche.

La Lega, rappresentata da Mario Libertini e Giulio Napolitano, ha parlato di trionfo del formalismo giuridico, sottolineando che i litigi tra Sky e Mediaset erano di dominio pubblico e l’Antitrust sarebbe dovuta intervenire preventivamente, assumendosi così la piena responsabilità della propria missione istituzionale. Infront, da parte sua, ha assicurato di aver fatto solo gli interessi della Lega Calcio.

Antonio Catricalà (foto Olycom)

Mediaset, difesa da Antonio Catricalà e Stefania Bariatti, ha negato l’esistenza di un’intesa, ricordando che le due emittenti si fanno la guerra da anni, mentre Sky, rappresentata da Marco D’Ostuni e Mario Siragusa, ha ricordato di aver fatto denunce chiare, formali e pubbliche e che tutto si è svolto sotto il controllo dell’Autorità.

Stando a quanto riporta ancora l’agenzia, l’Antitrust, che avrebbe raccolto decine di documenti a sostegno dell’accusa anche attraverso numerose perquisizioni, dovrebbe prendere una decisione entro 10 giorni, per poi trasmetterla all’Agcom, tenuta a dare il suo parere entro 30 giorni. Il verdetto dovrebbe arrivare quindi entro la fine di aprile. Se l’Antitrust dovesse ravvisare condotte lesive della concorrenza, arriverebbero multe milionarie, commisurate al fatturato delle aziende coinvolte. Non è escluso però che vengano sanzionati solo alcuni dei soggetti coinvolti, come la Lega che, qualora venisse riconosciuto un suo ruolo attivo nella vicenda, rischia di dover pagare alcune decine di milioni di euro.