11 marzo 2016 | 18:20

Viaggio nell’eccellenza del Modello Bayern. Eurosport analizza i conti del footbal club bavarese dove l’incidenza dei proventi commerciali (sponsorship e merchandising) è più forte rispetto di quella dei diritti tv (INFOGRAFICA)

(Eurosport) “Il Bayern è un club non tanto tedesco, quanto bavarese. Abbiamo trovato una filosofia basata sul mercato tedesco che è diverso da quello italiano, inglese o spagnolo. E quindi siamo diversi dalle società italiane, inglesi e spagnole. Abbiamo una cultura: il tedesco è disposto a spendere se ha garantito qualcosa di importante. Non possiamo spendere come il Chelsea, il Psg o il Manchester City, che hanno proprietari molto ricchi che pareggiano i bilanci. Noi siamo obbligati a spendere in maniera diversa anche se nel calcio c’è una formula semplice: chi è vincente in campo è vincente anche fuori. Nel calcio ci vuole pazienza e un po’ di tempo per programmare, ci vuole tempo perché difficilmente avrai subito i giusti risultati”

Poche righe, essenziali concetti chiave, che esprimono chiaramente ciò che andremo ad approfondire. Le parole pronunciate alcuni mesi fa da Karl-Heinz Rummenigge, uno dei principali dirigenti del Bayern Monaco, delucidano la filosofia di uno dei club più stimati al mondo, un modello calcistico-economico di eccellenza in Europa e nel mondo. La Juventus, che mercoledì giocherà all’Allianz Arena il ritorno degli ottavi di finale di Champions League, si troverà di fronte un club solido, ambizioso e in continua crescita, spesso preso come fonte d’ispirazione anche dalla stessa società bianconera.

Ricavi top club europei


Regola numero 1: i conti devono quadrare sempre.
Chiamatelo rigore tedesco, o meglio bavarese, per non contraddire le parole di Rummenigge. Il principale caposaldo del Bayern Monaco riguarda proprio la sostenibilità, sia dei propri conti che della propria struttura finaziaria. Il bilancio del Bayern 2014/15 (l’ultimo al momento disponibile) ha visto i ricavi raggiungere quota 474 milioni di euro (523 milioni includendo la voce relativa al trading calciatori), valore che, pur in leggero calo rispetto all’anno precedente, conferma la Top 5 europea nel report Deloitte Football Money League, con una proiezione di crescita superiore a quelle di Real Madrid e Barcellona, società che guidano la graduatoria europea dei ricavi. Il club bavarese continua a mantenere il proprio patrimonio netto sopra i 400 milioni di euro. I grafici confermano la salita costante e il miglioramento progressivo negli anni. Il Bayern cresce con le proprie forze, con i propri investimenti, grazie ad una sinergia di fattori: rapporto eccellente con i propri tifosi, strategie commerciali all’avanguardia, capacità di valorizzazione continua del brand, aumento di appeal internazionale e un controllo periodico sulle spese. Come una grande azienda in cui ogni tassello funziona perfettamente, proprio perché sistemato per funzionare in quel modo specifico.

 

La parte commerciale conta più dei diritti tv

In questo settore risiede la peculiarità del Bayern Monaco, soprattutto se messo a confronto con i principali club spagnoli, inglesi e italiani. Analizzando il breakdown dei ricavi (e la loro mera suddivisione), è palese come l’incidenza dei proventi commerciali (sponsorship, merchandising, Allianz Arena), influisca molto di più nel bilancio rispetto ai ricavi da match-day (incasso partite casalinghe) e rispetto ai diritti tv (fattore che ad esempio in Premier League ricopre una fetta molto rilevante nei guadagni dei top club). Questo conferma ulteriormente sia le doti commerciali del Bayern, frutto di sapienti strategie di marketing, sia la ricerca costante dell’esportazione del prodotto bavarese, sia la volontà del club di non rendere inaccessibile il prezzo dei biglietti a carico dei tifosi. Per portare qualche esempio, tra le sponsorizzazioni commerciali più significative dei bavaresi spiccano quelli con Deutsche Telekom (40 milioni di euro all’anno fino al 2023, recentemente rinnovata in incremento rispetto ai precedenti 30 milioni), Adidas (il precedente contratto da 25 milioni di euro a stagione fino al 2020 è stato rinegoziato a 60 milioni di euro all’anno), Allianz per i naming rights dello stadio (6 milioni di euro all’anno fino al 2041). Cifre totalemente fuori portata anche per Juventus e Milan, le società italiane che incassano di più in questi parametri. Certo, i diritti tv producono ricavi per circa 100 milioni annui, grazie anche al fattore Champions League, club dove il Bayern spesso arriva alle fasi conclusive, ma rappresentano comunque meno di un terzo di quanto arriva dal settore commerciale.


Spartizione ricavi Bayern
Merchandising Bayern: nello shop online anche un disco-slitta brandizzato Il calciomercato non è fonte di guadagno, ma nemmeno un salasso Secondo quanto sostenuto dagli amministratori del Bayern alla presentazione dell’ultimo bilancio, per raggiungere questi numeri record sono stati decisivi proprio i proventi derivanti dalle aree della sponsorizzazione e merchandising, cresciute in modo esponenziale, dai 73 milioni del 2009, agli oltre 100 dell’ultimo risultato. Numeri che cozzano totalmente con gli introiti da calciomercato, in attivo nel bilancio degli ultimi sette anni, ma fattore economico negativo nel complesso dei costi (stipendi giocatori inclusi). Nel calciomercato il Bayern spesso agisce senza badare a spese, come fatto quest’anno con Douglas Costa, Vidal e Coman (oltre 80 milioni per tre giocatori), ma mai in modo scriteriato. La volontà, come fatto con Neuer, Boateng, Alaba, Müller, Robben, Ribery è quella di creare periodicamente un’ossatura solida e duratura, sulla quale puntare per diversi anni. Un nucleo da ampliare e modellare leggermente ogni stagione, ma sul quale inculcare la mentalità vincente bavarese. Raramente il Bayern stravolge. Costantemente il Bayern migliora con uno-due acquisti mirati. Ulteriore punto di forza, ulteriore sintomo di programmazione lungimirante.


I ricavi del Bayern
ReutersAllianz Arena: esaurito, funzionale, utile anche quando non si gioca Siete mai capitati una domenica di giugno a Monaco? A campionato terminato, poco prima dell’inizio dell’estate? O magari un weekend in cui i club non giocano per lasciare spazio all’impegno delle Nazionali? Se capitate a Monaco di Baviera in uno di quei weekend, andate a gustarvi dal vivo l’Allianz Arena. Sì, perchè uno delle principali fonti di guadagno del Bayern Monaco arriva proprio dall’innovativa struttura tedesca, aperta al pubblico sei giorni su sette, soprattutto quando non è in programma una partita del Bayern o del Monaco 1860. Luogo già di culto, costruito in modo intelligente per le famiglie (numerose quelle che nel weekend vanno a pranzare, con i bambini al seguito, proprio all’interno del mega ristorante a prezzi contenuti presente all’ingresso dello stadio) e in grado di ospitare più di 500mila visitatori ogni anno. Tour, museo del club bavarese, store, come in tanti altri club, ma capacità unica di produrre un guadagno costante per le casse del Bayern. Tra i 40 e i 50 milioni di euro ogni anno, a cui vanno ad aggiungersi gli introiti delle migliaia di abbonamenti e biglietti venduti. L’Allianz, dalla stagione 2006/07 fino a quella attuale, ha sempre registrato il tutto esaurito, garantendo al club di Monaco tra gli 80 e i 90 milioni di incasso stagionali. Cifre altissime, che anno dopo anno, hanno elevato la potenza economica del club. Quando Massimiliano Allegri parla della qualificazione ai quarti come di un “sogno”, in modo alquanto realista valuta anche questo. La Juventus, che in Italia è padrona (ricavi arrivati nel 2015 a 324 milioni di euro), ha ancora una distanza economico-finanziaria siderale dal Bayern. La strada imboccata dal club bianconero è quella giusta, il modello da seguire è perfetto, ma sovvertire i pronostici in un confronto non ancora accettabile, rimane l’impresa più ardua del calcio moderno. Leicester come ultimo esempio, Atletico Madrid e Borussia Dortmund negli anni scorsi, hanno dimostrato che a volte il bello di questo sport trova il suo culmine proprio in questo.

(Eurosport)