In edicola il numero mille di Domus, il mensile fondato nel 1928 da Gio Ponti

Il mensile Domus, fondato nel 1928 da Gio Ponti e pubblicato dall’anno successivo dall’editore Gianni Mazzocchi, festeggia il millesimo numero in edicola. Un totale di oltre 140.000 pagine, 270.000 fotografie, 60.000 disegni e schizzi, 12.000 autori, 13.000 opere d’arte, 5.000 mostre per il mensile, interamente bilingue, che oggi è presente in 89 Paesi, dove diffonde il 46% della propria tiratura, e ha sviluppato coedizioni in Cina, India, Sri Lanka, Germania, Svizzera e Austria, Messico e Centro America.

Per festeggiare il traguardo, costruito in 88 anni di storia, con la curatela di Fulvio Irace e il segno grafico di Italo Lupi, prende vita Domus Mille, un progetto editoriale inedito, al quale sono stati chiamati a dare il proprio contributo, come spiega l’agenzia Aska, tutti e nove i direttori che si sono avvicendati alla guida di Domus dopo Gio Ponti, dal 1979 a oggi: Alessandro Mendini, Mario Bellini, Vittorio Magnago Lampugnani, François Burkhardt, Deyan Sudjic, Stefano Boeri, Flavio Albanese, Joseph Grima e l’attuale direttore Nicola Di Battista.

I 9 direttori di Domus alla presentazione di ‘Domus Mille’ (foto Olycom)

A loro si è aggiunto Beppe Finessi, che ha selezionato 100 icone del design italiano che Domus stessa ha contribuito a rendere famose nel mondo. Domus 1000 riunisce, in 260 pagine, un totale di 11 autori e 9 art director, a testimonianza ancora una volta della capacità di confronto, critica e anticipazione di idee tipica della rivista.

L’unicità di questa Domus 1000 è dimostrata anche da un’ulteriore iniziativa editoriale: utilizzando gli archivi della Triennale e di Domus, Marco Romanelli e Manolo De Giorgi hanno curato un volume di 90 pagine, allegato omaggio al numero 1000, in cui si raccontano le venti Esposizioni Universali che la Triennale di Milano ha realizzato a partire dal 1923. La selezione dei progetti e dei protagonisti più significativi di quelle edizioni traccia una storia che il fascicolo permette di ricordare e, soprattutto, trasferire ai più giovani, che a partire dal 2 aprile potranno visitare la ventunesima Triennale.

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