13 marzo 2016 | 18:08

Lo sport per combattere la discriminazione sociale e il razzismo

di Quintiliano Giampietro – ‘Oltre i limiti, lo sport che unisce. Storie a confronto per progettare il futuro’ è il titolo del convegno organizzato venerdì 11 marzo, a Roma dall’Ufficio d’Informazione del Parlamento europeo in Italia, dal Dipartimento Affari regionali, autonomie e sport della PCM e la Regione Lazio. Presenti rappresentanti delle istituzioni, delle associazioni e personaggi del mondo sportivo, è stata l’occasione per discutere con un taglio tutto al femminile di come lo sport può aiutare a combattere la discriminazione sociale e il razzismo.

Nella foto, da sinistra: Fiona May e Silvia Costa

Silvia Costa, presidente della commissione per la Cultura e l’Istruzione del parlamento Europeo, ha aperto gli interventi parlando della costruzione di uno “spazio europeo dello sport”. Tre le direttive sulle quali dovrà basarsi questo progetto: difendere l’integrità dello sport e degli sportivi ( es. combattendo il doping e le scommesse truccate, avendo una governance più trasparente), sfruttare la prossima settimana europea dello sport, programma #beactive, come occasione per fare gemellaggi e scambi di culture. E infine utilizzare lo sport come strumento di inclusione sociale anche per ripensare i modelli di vita.

Voci autorevoli del mondo sportivo Fiona May e Maurizia Cacciatori entrambe impegnate sul sociale. Come combattere il razzismo e anche la discriminazione del sesso femminile nel discorso della May, l’ex campionessa di salto in lungo, responsabile della Commissione per l’integrazione della Figc ha fatto un duro attacco al mondo del calcio,
definito maschilista. “E’ necessario educare le nuove generazioni, comunicare con gli atleti e inserire più donne nella governance”, ha detto la May, convinta che “bisogna combattere il razzismo con convinzione e intelligenza. “Come diceva Nelson Mandela lo sport è l’unico linguaggio che unisce tutto il mondo”.

“Vietato mollare “, è il motto di Maurizia Cacciatori, ex campionessa di pallavolo ora opinionista televisiva su Sky Sport e Ambassador sportivo dell’associazione ‘Allenarsi per il
futuro’, progetto che ha lo scopo di parlare ai ragazzi delle scuole medie, che ha affrontato come lo sport può essere occasione di inclusione sociale.

Nella foto, da sinistra: Fina May e Maurizia Cacciatori

Durante il convegno molti gli interventi e le testimonianze di varie associazioni, come la All Blinds, squadra di baseball per ipo e non vedenti e la Liberi Nantes ASD, prima squadra di calcio dilettantistica in Italia composta da giocatori rifugiati e richiedenti asilo.

Ha chiuso i lavori Cecilia d’Angelo, dirigente del settore Territorio Promozione del Coni, che ha promesso il massimo impegno da parte del governo dello sport italiano. “Dobbiamo dare il nostro contributo insieme alle altre istituzioni, alle reti associative legate allo sport, affinchè ci sia l’integrazione per le fragilità sociali, le disabilità, le diversità in generale”.