15 marzo 2016 | 18:22

Sette italiani su dieci guardano Raiuno, ma ce ne sono venti milioni ancora da raggiungere, dice il direttore della rete Fabiano. Come? Conservando alcune cose e inventandone di nuove

“Raiuno nonostante lo spappolamento sul fronte dei media resta un punto di riferimento. In questo periodo interagiamo con quaranta milioni di persone, sette italiani su dieci. Gli altri venti milioni per me sono un problema, dovremmo trovare il modo di raggiungerli”. Così Andrea Fabiano, nuovo direttore di Raiuno, intervenendo al convegno ‘Servizio pubblico media company ed etica’ organizzato dall’Associazione dirigenti pensionati Rai (Adp Rai) a Viale Mazzini.

Andrea Fabiano

Andrea Fabiano

“Dobbiamo compiere un percorso duplice, conservare alcune cose e innestarne di nuove”, ha aggiunto Fabiano. “Il problema è chiarire bene quali siano gli obiettivi della Rai. Ognuno dà risposte diverse, non si sa esattamente dove andare a parare”.

Secondo quanto riferisce l’Ansa, il direttore dell’ammiraglia dell’azienda pubblica ha spiegato: “la Rai dovrebbe avere quattro obiettivi su cui lavorare: restituire ai cittadini il valore culturale speciale del loro finanziamento; la distintività, cioè rendere unico e riconoscibile tutto quello che facciamo, dalla fiction, agli show o i documentari; avere obiettivi chiari nei rapporti con l’industria creativa; far crescere la cultura digitale in Italia e la proiezione internazionale del Paese”.

Sottolineando, infine, i risultati di Raiuno “con Montalbano ma anche con Don Matteo e Sanremo, che è stato capace di unire pezzi di Paese”, ha spiegato Fabiano, che la rete deve avere l’ambizione di “parlare al più ampio pubblico possibile. Dobbiamo lavorare molto sulla varietà, non solo di generi ma anche di toni e talenti, concentrandoci anche sul lungo termine”.