16 marzo 2016 | 9:03

Il giornalista dell’Espresso Emiliano Fittipaldi, imputato con Nuzzi nel Vatileaks 2: processo farsesco, non mi viene più contestato di aver fatto minacce ma di aver posto domande

(Repubblica) “Processo farsesco”, così il giornalista dell’Espresso Emiliano Fittipaldi, autore del volume “Avarizia”, ha definito il procedimento giudiziario Vatileaks 2 – oggi giunto alla sesta udienza – in cui è imputato per la fuga di documenti riservati della Santa Sede. “Oggi ho avuto ancor di più la conferma che si tratti di un processo farsesco. Non mi viene nemmeno più contestato di aver fatto minacce ma di aver fatto domande”.

Emiliano Fittipaldi

Emiliano Fittipaldi

“Non mi vien contestata la pressione – ha spiegato Fittipaldi, che oggi è stato interrogato – ma la condivisione di informazioni con monsignor Vallejo Balda. Il quale peraltro, nel contro-interrogatorio ha precisato che non è stato minacciato dai giornalisti ma che lui si sentiva minacciato, cioè era in una condizione psicologica personale di condizionamento. Mi chiedo quindi di che stiamo parlando. Il pm vaticano interrogandomi non ha mai parlato di minacce ma mi ha incalzato sul fatto che facevo domande, cioè il mio lavoro. Domande oltretutto che ho rivolto in modo sempre normale e cortese”.

Centrale è stata appunto la deposizione di monsignor Vallejo Balda. “Non ho mai parlato a nessuno della mia intenzione di passare documenti ai giornalisti. Neanche a Francesca Chaouqui di cui non mi fidavo. Era un modo di pagare la mia libertà. Prima di conoscere i giornalisti non mi era venuto in mente. Ma poi l’ho fatto”, ha detto contro-interrogato dalle parti difensive. “Francesca si vantava di avere informazioni della mia vita privata, dei miei beni, delle mie proprietà e pure dei miei problemi col fisco”. “Da parte dei giornalisti c’erano minacce?”, gli ha chiesto l’avvocato difensore della Chaouqui, Laura Sgrò. “Minacce dirette da parte di Francesca, ma non dai giornalisti – ha risposto – però i giornalisti facevano parte dello stesso gruppo. Mi sono sentito pressato, come dire, a ‘comportarmi bene’”. Il prelato ha anche distinto tra i due cronisti imputati nel processo. “Di Fittipaldi non pensavo fosse così dentro alla ‘struttura’- ha sottolineato – con Nuzzi ho invece capito che aveva rapporti molto stretti con Francesca”. Per questo, “c’era una situazione di ansia”.

Francesca Immacolata Chaouqui ha abbandonato nel pomeriggio l’aula del Tribunale Vaticano per un malore. La Chaouqui, incinta di sei mesi, con perdite ematiche continue e in procinto di sottoporsi a un “cerchiaggio uterino”, è stata assistita dai sanitari del Vaticano che le hanno proposto di ricoverarsi immediatamente ma la signora ha rifiutato il ricovero, dicendo poi ad alta voce al suo legale, l’avvocato Laura Sgrò, che non intendeva “lasciare il processo”.

Nelle more di questa situazione un po’ concitata, che avveniva tra i banchi della difesa e il corridoio del Tribunale, l’interrogatorio a Fittipaldi era ormai concluso e l’udienza è stata aggiornata a venerdì 18 marzo. In precedenza, però, il legale, aveva comunicato che dal 17 al 22 marzo la sua assistita sarà ricoverata in ospedale per l’intervento reso necessario per evitare un parto prematuro. Il presidente Giuseppe dalla Torre ha fissato comunque il calendario delle successive udienze senza tenere conto di questa previsione di ricovero.

Le prossime udienze sono previste per venerdì 18 pomeriggio, lunedì 21 mattina e martedì 22 pomeriggio. Mentre dopo Pasqua si prevede la possibilità di udienze il 30 marzo mattina e pomeriggio, il primo aprile e il due aprile. Si attende in ogni caso conferma da parte del Tribunale.