Editoria

16 marzo 2016 | 17:18

Modesti miglioramenti e nessuna vera ripartenza. La filiera della carta prova a riprendere fiato con due proposte: sgravi fiscali per la lettura e detassazione degli investimenti pubblicitari (DOCUMENTO)

Modesti miglioramenti rispetto al 2014, ma nessuna vera ripartenza. Questo il dato che emerge dall’indagine sulla filiera della carta, presentata oggi durante l’incontro pubblico ‘ Più lettura, più comunicazione’, organizzato a Roma da Acimga, Aie, Argi, Asig, Assocarta, Assografici e Fieg. A illustrare i dati i direttori di Assocarta, Massimo Medugno e Assografici, Claudio Covini.

Stando all’indagine, il fatturato complessivo delle imprese è cresciuto solo dello 0,2% sul 2014, toccando quota 30.632 milioni di euro. Ancora debole la domanda interna, definita da Covini “il vero tallone d’Achille”, che nel 2015 ha registrato una crescita dello 0,7% sul 2014. Miglioramenti ancora più marginali si registrano per il fatturato complessivo, con +0,1% sul 2014. L’export 2015 resta l’elemento trainante, anche se registra un +0,3% rispetto al 2014. Dall’inizio delle rilevazioni (2000) il rapporto export su fatturato è passato dal 19 al 30,9%. Altro aspetto non positivo è la conferma della ripresa dell’import dal 2014 (+2,9% sul 2014, dopo il +3,5% del 2014 sul 2013), anche se i valori restano al di sotto di quelli pre-crisi e di quello registrato nel 2011.

Continua anche nel 2015 il trend decrescente degli ultimi anni, con occupazione diretta di 197.000 addetti nel 2015, in calo dell’1,2% rispetto ai 200 mila del 2014, pari al 5% dell’occupazione manifatturiera complessiva; un’occupazione diretta ‘indotta’ nei settori a valle valutata in circa 490.000 unità, per un numero complessivo di addetti diretti e indiretti pari a 687.000 unità.

Guardando nel dettaglio i singoli settori, nel caso dell’editoria quotidiana il fatturato si è dimezzato rispetto ai livelli pre-crisi: il valore complessivo è passato da 3.859 milioni del 2007 a 1.985 del 2015, in ulteriore ribasso rispetto ai 2.070 milioni del 2014. Ancor più consistente il crollo dell’editoria periodica: da 5.069 milioni del 2007 a 2.120 milioni del 2015 (2.209 nel 2014). L’editoria libraria passa da 3.686 milioni del 2007 a 2.934 milioni del 2015.  L’occupazione nell’editoria quotidiana è passata da 13.726 del 2007 a 9.103 addetti del 2015 (nel 2014 erano a quota 9.702). Nell’editoria periodica da 3.337 a 2.275 (nel 2014 erano 2.473). Per quanto riguarda l’editoria libraria si è passati da 17.800 occupati a 16.900 (stabili rispetto al 2014).

Per quanto riguarda la filiera nel suo complesso sono sensibili i ridimensionamenti degli aggregati principali: la domanda interna è passata da 38,8 miliardi del 2007 a 26,8 miliardi del 2015 con un saldo negativo per 12 miliardi, mentre il fatturato è sceso da 41,4 miliardi del 2007 a 30,6 miliardi del 2015 con una riduzione di 10,8 miliardi. L’occupazione diretta è passata da 245 mila del 2007 a 197 mila unità del 2015 con 48 mila unità in meno; l’occupazione indotta da 570 mila unità del 2007 a 490 mila unità del 2015 (-80 mila unità). L’occupazione totale da 815 mila unità del 2007 a 687 mila unità del 2015 (-128 mila unità).

Sull’andamento non positivo della filiera della carta pesano in particolare la minor propensione alla spesa per prodotti culturali delle famiglie, scesa del 7% dal 2007 al 2015 con una riduzione nell’acquisto di libri e giornali diminuita nello stesso periodo del 35%, e la riduzione del numero dei lettori. Secondo dati Aie, la quota di popolazione italiana che legge libri è scesa dal 46,8% del 2010 al 42% del 2015. I lettori abituali di quotidiani che rappresentano oggi il 35,3% della popolazione complessiva (40,6% nel 2013), mentre per i periodici tale quota, che raggiungeva il 58,4% nel 2013, oggi è appena del 47,2%.
Pesa anche la prosecuzione della caduta dei mercati di riferimento, come quello della pubblicità su stampa, che dopo le riduzioni a due cifre del biennio 2012-2013 e dopo il -8,6% del 2014 è sceso di un ulteriore 5,7% nel 2015. Rispetto al 2007 i valori sono più che dimezzati (-56%), principalmente a causa del ridimensionamento complessivo dal 2011 (-44,3%) (fonte Nielsen). Un’influenza importante ha anche la concorrenza proveniente dai paesi emergenti (Cina, India, ecc.): a questo proposito le associazione sottolineano le forti preoccupazioni riguardo alla concessione dello status di economia di mercato alla Cina da parte della Commissione UE, che renderebbe inefficaci gli strumenti di difesa commerciale oggi vigenti in Europa.

Durante lo stesso incontro sono state presentate anche due proposte dalle associazioni, che hanno indicato negli sgravi  per la lettura e per gli investimenti pubblicitari, le modalità per rilanciare il settore. Il direttore dell’Aie, Alfieri Lorenzon, ha parlato della necessità di dare un nuovo impulso al consumo dei prodotti culturali da parte delle famiglie come base della prima delle due misure condivise dalle sette organizzazioni, corrispondente in concreto a una detrazione dalle imposte sul reddito delle persone fisiche per gli acquisti di libri, quotidiani e periodici in formato cartaceo o digitale, pari al 19% dell’importo speso nel corso dell’anno. “I timidi segnali di miglioramento del mercato libraio e degli indici di lettura da ultimo registrati devono essere sostenuti con una misura strutturale”, ha spiegato, sottolineando come una detrazione potrebbe essere “utile per una promozione stabile della lettura e per sostenere lo stesso diritto allo studio e alla conoscenza dal cui esercizio si sviluppa il sapere e il futuro sociale ed economico del nostro Paese”.

Il direttore generale della Fieg, Fabrizio Carotti, ha presentato una misura volta ad ottenere un duplice effetto: rilanciare gli investimenti pubblicitari e garantire risorse a quotidiani e periodici. La proposta in questo caso premia le imprese che effettuano investimenti pubblicitari maggiori rispetto a quelli degli anni precedenti. “La detassazione degli investimenti pubblicitari incrementali su quotidiani e periodici è contenuta come criterio di delega del ddl sull’editoria”, ha detto. “Sarebbe auspicabile trasformare il criterio di delega in puntuale disposizione di legge per rendere immediatamente operativa la misura e cogliere e potenziare l’avvio della ripresa economica”.

- Leggi o scarica l’analisi sulle condizioni della filiera  (.pdf), disponibili sul sito Fieg.it

- Leggi o scarica le proposte di detrazione e detassazione, disponibili sul sito Fieg.it