17 marzo 2016 | 12:24

Più di un terzo dei telespettatori italiani (36%) guarda la tv on demand. La metà vi accede almeno tre volte alla settimana. L’ad di Nielsen Fantasia: cresce la domanda di palinsesti su misura

Oltre un terzo dei telespettatori italiani (36%) usufruisce di servizi on demand a pagamento, al di sotto della media europea, pari al 50%, e mondiale, pari al 65%. Quanti accedono ai contenuti on demand da smartphone e tablet sono rispettivamente il 48% e il 38%, e i contenuti più visualizzati sono, nell’ordine: film (75%), serie tv (41%) e documentari (33%). Sono i dati che emergono dalla Global Video-on-Demand Survey di Nielsen, eseguita su un campione di oltre 30mila individui in 61 Paesi, tra cui l’Italia.

Giovanni Fantasia, amministratore delegato di Nielsen Italia

In media, spiega Nielsen, la fruizione dell’on demand avviene a mezzo di 2/3 device. Il 39% dei del telespettatori on demand utilizza i social media durante la visione, contro un 49% di media Ue, per interfacciarsi con gruppi di interesse che del programma condividono spesso una conoscenza approfondita.

Il 53% dei telespettatori on demand italiani dichiara di essere disposto a vedere spot su prodotti di loro interesse e il 39% ritiene che i messaggi pubblicitari veicolati dal video on demand rappresentino un supporto per le loro scelte di acquisto. Ma il 62% degli intervistati dichiara che oggi la pubblicità riguarda prodotti che non rientrano nella loro sfera di interessi.

Oltre il 50% degli italiani che utilizza questi servizi, infine, dichiara di accedervi almeno 3 volte alla settimana. A livello mondiale tale soglia di fruizione è condivisa da un numero sensibilmente superiore di individui (65%), anche se in Europa il dato si allinea a quello italiano.

Alla base della scelta di vedere contenuti on demand, la fetta maggiore degli intervistati ha dichiarato in questo modo di potere costruire e fruire di un “palinsesto personalizzato”, sia in termini di orari (69%) sia dal punto di vista della possibilità di vedere tutti gli episodi di una serie in sequenza (67%). Inoltre il costo percepito relativo all’on demand risulta inferiore rispetto alla pay tv tradizionale (54% del campione).

Considerando l’utilizzo del video on demand a livello domestico, il 46% dei rispodenti italiani (vs 66% a livello global) afferma che questo tipo di fruizione consente ai membri della famiglia di godere contemporaneamente di contenuti diversi sui device a disposizione.

Attualmente, in Italia solo il 5% utilizza player alternativi come Netflix per accedere a programmi su richiesta, mentre a livello europeo la percentuale sale all’11% e su scala globale al 26%.

“L’attuale universo mediatico risulta complesso e in permanente evoluzione”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Nielsen Italia, Giovanni Fantasia, secondo cui “la crescita dei servizi on demand può costituire un’opportunità di sviluppo per i vari players dell’ecosistema media”.

“Per gli investitori pubblicitari e i fornitori di contenuti – secondo Fantasia – risulta sempre più vitale non solo capire come sta cambiando lo scenario, ma soprattutto perché cambiano le dinamiche di approccio dei consumatori. Dobbiamo chiederci che impatto avrà la diffusione dell’on demand sulle nostre modalità di intervento nel mercato”.

A livello globale, in particolare, ricorda Fantasia, “il 72% degli intervistati nell’ambito della Nielsen Global Video-on-Demand Survey ha dichiarato di desiderare una scelta a più ampio spettro di programmi” e il trend che caratterizza il contesto competitivo è quello del “palinsesto fatto su misura”.

Secondo Fantasia, inoltre, “la domanda di personalizzazione del palinsesto riserva ancora margini di crescita” e “i soggetti dello scenario mediatico non possono sottrarsi a questa sfida”.