17 marzo 2016 | 12:31

Nessuna destabilizzazione in Rcs dall’uscita di Fca, dice Maurizio Costa. La fusione Itedi-Espresso? Maturata nel tempo, e non in “100 giorni”

“No, non la penso così”. Maurizio Costa, presidente di Rcs MediaGroup, ha risposto così a chi gli chiedeva se ritenesse l’uscita di Fca dal capitale della società destabilizzante per il gruppo. “Il Cda si riunirà nei prossimi giorni”, ha spiegato. “Quindi esprimo un mio punto di vista. Il movimenti dell’azionariato sono temi che riguardano gli azionisti. Che Fca abbia deciso di uscire è un fatto. Che ci siano indiscrezioni e voci è un fatto. Io ovviamente non ha nessuna visibilità concreta. Non mi interessa particolarmente”. “Non è nel mio ruolo essere coinvolto nelle scelte che riguardano gli azionisti. Gli azionisti decideranno di fare quello che ritengono”, ha aggiunto, secondo quanto riportava ieri l’agenzia Ansa. Interpellato nello specifico sulla fusione tra Itedi e Gruppo Espresso, Costa ha parlato di “un’operazione industriale che sicuramente ha un suo potenziale dalle prospettive gestionali”. “Dal punto di vista editoriale il futuro lo vedremo quando sarà più chiaro quello che farà La Stampa, la Repubblica e il Secolo XIX”.

Maurizio Costa, presidente di Rcs MediaGroup e presidente Fieg (foto Olycom)

“Per il ruolo che ho in Rcs, per la mia storia professionale, per il mio ruolo nella federazione degli editori sono fortemente convinto che l’editoria ha bisogno sempre di più di un’attività che favorisce l’approfondimento, il dibattito e il confronto”, ha aggiunto poi, ribadendo l’importaza del giornalismo di qualità.

Costa ha quindi detto di ritenere importante “che ci sia un fiorire di stimoli, di occasioni che il mondo editoriale offre al lettore. E’ una conditio sine qua non per il futuro ma poi molto dipende dal grado di autonomia, di indipendenza, di libertà che azionisti ed editori lasciano”. Sulla possibilità di ulteriore consolidamento, “è difficile da prevedere”, ha risposto. L’operazione Espresso-Itedi è “maturata nel tempo e non nei ’100 giorni’, tanto per avere un termine che piace molto al nostro amico”, ha aggiunto Costa riferendosi all’orizzonte temporale citato da Urbano Cairo, socio di Rcs, per lamentare la mancanza di fatti al momento dalla nuova gestione della società. “Che ci sia un processo di trasformazione del nostro mondo sì. Che questo passi attraverso necessariamente attraverso un processo di concentrazione non è detto. L’importante è che resti la pluralità”, ha specificato, affermando anche che non c’è niente sul tavolo rispetto alle voci di una unione tra il Sole 24 Ore e il Corriere della Sera.

Sempre rispondendo alle dichiarazioni di Cairo sull’attività del managment Rcs, Costa ha detto: “Personalmente penso che il management stia lavorando molto bene”. “Si sta procedendo bene sul track record e sul percorso che avevamo immaginato”.

“Cairo è un grande comunicatore, e tra l’altro comunica un sacco, mi pare che abbia parlato tre volte in pochi giorni. Evidentemente si sta appassionando”, ha detto, auspicando che dagli azionisti arrivino “un po’ meno esternazioni giornalistiche e un po’ di più contributi propositivi”. “Abbiamo approvato un piano il 21 dicembre con il coinvolgimento del consiglio, e una approvazione all’unanimità, poi c’è stata la presentazione ai mercati, che badano reagito bene”, ha ricordato Costa. “Da metà gennaio, quindi da due mesi a questa parte, è iniziata l’attività operativa”.
“Sono due mesi che il management sta lavorando sul piano che è stato fatto. In parte è visibile attraverso le iniziative prese, in parte lo diventerà più avanti. È un lavoro molto intenso, sia di intervento sul prodotto, sia di processi di razionalizzazione e intervento sui costi”. “Saranno i risultati a parlare. C’è un piano triennale, il consiglio lo monitorerà step by step. Come consiglio stiamo monitorando quello che succede”. Il presidente Rcs, che ha anche escluso piani di scorporo della Gazzetta, si è poi detto “soddisfattissimo del lavoro che il direttore del Corriere della Sera sta facendo”.