Editoria

17 marzo 2016 | 18:35

L’ad Mondadori, Mauri: per Rcs Libri ci aspettiamo la decisione dell’Antitrust entro il 31 marzo e il closing il 15 aprile. Il digitale è indispensabile per crescere nei periodici, l’obiettivo è portarlo al 10% del fatturato totale

All’interno del Mondadori Megastore di Piazza Duomo, l’amministratore delegato del gruppo Ernesto Mauri e il cfo Oddone Pozzi hanno presentato agli analisti finanziari il bilancio 2015 appena approvato dal Cda del gruppo. Mauri ha introdotto dicendo che il 2015 è stato un anno di svolta e di sviluppo significativo per una serie di importanti operazioni: l’acquisizione del restante 50% della joint venture con Gruner und Jahr e le cessioni dell’80% di Monradio, del 50% della joint venture con Harlequin e dell’immobile di via Sicilia a Roma. Operazioni, ha precisato Mauri, necessarie per recuperare le risorse necessarie all’acquisizione di Rcs Libri, offerta presentata il 4 ottobre scorso. “Ci aspettiamo una risposta dall’Antitrust entro il 31 marzo e quindi il closing entro il 15 aprile”. Poi potranno partire le trattative per la cessione di Marsilio e Bompiani con 6 mesi di tempo per la prima e 9 per la seconda “che ha molti pretendenti e ci aspettiamo di vendere bene”, precisa Mauri.

Nel 2015 i ricavi dell’area Libri sono scesi del 5,7%, a 320,8 milioni di euro, per il calo registrato dal segmento Trade: “Frutto di una politica editoriale selettiva e della decisione di ridurre del 16% le novità”, spiega l’ad del gruppo. Positiva invece la performance dell’area Educational, con una marginalità superiore al 20%.

Nell’incontro con gli analisti Mauri ha anche confermato l’interesse per Banzai Media perchè, spiega l’amministratore delegato, non si può crescere nei periodici senza sviluppo digitale. E se non andasse in porto questa operazione, precisa, “abbiamo in esame altri dossier”. ”In questo momento con il digitale abbiamo raggiunto il 5% del fatturato totale ma è ancora insoddisfacente: l’obiettivo è almeno il 10%” dice Mauri.

Per il 2016, è prevista una ulteriore riduzione del debito del gruppo con una posizione finanziaria netta negativa per meno 170 milioni. Ricavi in linea con l’anno precedente, con l’obiettivo del +2% nei periodici italiani e nel retail, mentre in Francia è attesa una leggera flessione. L’amministratore delegato di Segrate conferma che sui settimanali televisivi di Lagardere Mondadori si è fermata all’offerta non vincolante e il dossier è congelato.

“Non credo che riusciremo a distribuire già quest’anno un dividendo, ma prima o poi lo faremo”, conclude Mauri.

Ernesto Mauri attorniato dai giornalisti

Ernesto Mauri attorniato dai giornalisti

Nel dettaglio del bilancio 2015 approvato oggi dal Cda Mondadori si legge che  la casa editrice di Segrate ha chiuso l’anno con ricavi netti a 1,122 mld di euro, in calo del 4% rispetto al 2014, con margine operativo lordo consolidato in miglioramento nell’esercizio 2015 (+14%) a 81,6 milioni di euro rispetto ai 71,5 milioni di euro del 2014, anche per effetto di elementi non ricorrenti, come le plusvalenze registrate dalle cessioni di un immobile a Roma e del 50% della joint venture Harlequin Mondadori.

Anche al netto degli elementi non ricorrenti il margine operativo lordo ha evidenziato una crescita del 7,5%, passando da 67,9 milioni del 2014 a 73 milioni di euro nell’esercizio in esame, con un’incidenza percentuale che è cresciuta dal 5,8% al 6,5% dei ricavi. Il risultato operativo consolidato è pari a 54,5 milioni di euro, in miglioramento rispetto ai 48,2 milioni del 2014 di circa il 13% per effetto della citata crescita del margine operativo lordo, nonostante l’incremento della voce ammortamenti e svalutazioni, prevalentemente ascrivibile alla svalutazione della partecipazione nella società greca Attica Publications (per 4 milioni di euro) e alla svalutazione dell’avviamento delle società Kiver e Mondadori UK (per 3 milioni di euro). Prosegue il trend di contrazione degli ammortamenti delle attività materiali (6,9 milioni di euro rispetto ai 9,8 milioni di euro nel 2014) e immateriali (13,1 milioni di euro rispetto ai 13,5 milioni di euro nel 2014) derivante dal contenimento degli investimenti.

Mauri e Oddone

Mauri e Oddone

Il risultato netto consolidato delle attività in continuità, dopo la quota di pertinenza di terzi, è quasi triplicato rispetto al 31 dicembre 2014, attestandosi a 15,1 milioni di euro rispetto ai 5,3 milioni di euro del precedente esercizio. Il risultato del 2015 delle attività dismesse, negativo per 8,7 milioni di euro, include il risultato netto di periodo dell’area Radio (in miglioramento a -3,1 rispetto -4,7 milioni di euro al 31 dicembre 2014), nonché la minusvalenza derivante dalla svalutazione delle attività di Monradio, ceduta in data 30 settembre 2015, pari a 5,6 milioni di euro. Il risultato netto di Gruppo al 31 dicembre 2015, dopo il risultato delle attività dismesse, è positivo per 6,4 milioni di euro, in miglioramento di 5,8 milioni di euro rispetto ai 0,6 milioni di euro dell’esercizio 2014, pur includendo la svalutazione delle attività di Monradio. La posizione finanziaria netta di Gruppo al 31 dicembre 2015 si è attestata a -199,4 milioni di euro, in netto miglioramento (92,4 milioni di euro) rispetto ai -291,8 milioni del 31 dicembre 2014 per effetto della generazione di cassa del Gruppo negli ultimi dodici mesi, derivante sia dalla migliorata gestione operativa sia da quella straordinaria.

Il Gruppo nel 2015, continua la nota, ha continuato a perseguire con decisione azioni di efficienza coerenti alle dinamiche dei mercati di riferimento e di razionalizzazione strategica del portafoglio di attività il cui esito positivo, congiuntamente al miglioramento della performance dei business, ha permesso di raggiungere un margine operativo lordo pari a oltre 80 milioni di euro e un utile netto positivo in crescita rispetto all’esercizio precedente, nonché una significativa riduzione della posizione finanziaria netta.

Il Gruppo, si legge in una nota, proseguirà nel 2016 la sua strategia di consolidamento dei core business – in cui peraltro si inquadra il già citato accordo per l’acquisizione di Rcs Libri – attraverso la costante focalizzazione sulla qualità editoriale e sull’ottimizzazione dei processi operativi e della struttura dei costi, al fine di rafforzare ulteriormente la posizione competitiva e di implementare il piano di sviluppo in ambito digitale.

Alla luce del contesto di riferimento attuale e dell’evoluzione positiva del Gruppo nei primi mesi, è ragionevole stimare per l’esercizio in corso ricavi sostanzialmente stabili (a pari perimetro) rispetto al 2015 e un margine operativo lordo ante non ricorrenti in crescita “high-single digit” (a pari perimetro), con un conseguente incremento della redditività percentuale. Tali stime non includono allo stato attuale il consolidamento della società RCS Libri e delle relative sinergie emergenti dall’integrazione, i cui impatti sulla prevedibile evoluzione dell’attività per l’esercizio in corso saranno prontamente comunicati al mercato successivamente alla finalizzazione dell’operazione.

- Leggi o scarica il comunicato stampa con il bilancio del Gruppo Mondadori (.pdf), disponibile sul sito Mondadori.it