18 marzo 2016 | 18:10

Il Guardian taglia 250 posti di lavoro, di cui 100 giornalisti. La direttrice Viner: lo facciamo per tutelare l’integrità della professione e assicurare al gruppo indipendenza economica a lungo termine

Guardian Media Group (Gmg), editore dei britannici ‘Guardian’ e ‘Observer’ ha intenzione di tagliare 250 posti di lavoro, di cui 100 editoriali e 150 tra commerciali e altri dipendenti delle aree amministrazione, finanza e risorse umane, al fine andare a break even nel giro di tre anni. Lo riporta il sito del quotidiano, spiegando che si tratta di una decisione volta a fronteggiare l’ascesa del digitale e a prevenire ulteriori tagli di personale nell’avvenire.

I 100 giornalisti che Gmg andrà a tagliare fanno parte dei 725 complessivi che attualmente lavorano per le redazioni del gruppo. E insieme agli altri 150 tagli dovrebbero contribuire a garantire, spiega il Guardian, l’obiettivo di ridurre i costi del 20%.

Katharine Viner

Katharine Viner, direttrice del Guardian (foto Guardian)

“L’intento – hanno spiegato l’editor in chief Katharine Viner e il chief executive David Pemsel in un’email scritta a quattro mani – è quello di assicurare per l’avvenire l’integrità del lavoro giornalistico al Guardian nonché l’indipendenza economica del gruppo”. Viner e Pemsel hanno poi precisato che auspicano che i tagli vengano pattuiti su base volontaria, promettendo esuberi forzati solo laddove strettamente necessari.

Il sindacalista del Guardian, Brian WIlliams, ha detto che “ci conforta sapere che l’editore sta cercando di chiudere accordi solo su base volontaria e che è al lavoro per tentare di mitigare al minimo le possibili perdite di lavoro, provando a idividuare diverse soluzioni per tagliare i costi”.

Non trovano conferma le voci di un eventuale chiusura dell’Observer.