23 marzo 2016 | 12:49

Fibra in 224 città nelle aree A e B, con investimenti graduali per circa 2,5 miliardi di euro. Il piano Open Fiber di Enel. L’ad Starace: pronti a partecipare alle gare per la aree C e D

Fibra ottica in 224 città italiane nelle aree A e B (quelle non a fallimento di mercato) in modalità fiber to the home (Ftth) con investimenti, da approvare gradatamente, per circa 2,5 miliardi di euro dedicati allo sviluppo della rete, aperta alla partecipazione di altri investitori. E’ il piano di Enel Open Fiber “esaminato e condiviso” dal cda dell’Enel.

Nell’ambito dei primi anni del piano, spiega la nota diffusa dalla società e ripresa dalle agenzie, è prevista la copertura ad altissima velocità di circa 7,5 milioni di case. Enel Open Fiber “agirà come operatore wholesale only”, cioè come soggetto operante esclusivamente nel mercato all’ingrosso, “che realizza l’infrastruttura per altri operatori autorizzati”.

Condivisa dal cda dell’Enel “la lettera d’intenti tra Enel Open Fiber, Vodafone e Wind, finalizzata, attraverso una serie di passi successivi, a definire una partnership strategica e commerciale per lo sviluppo della rete di telecomunicazioni a banda ultralarga sul territorio nazionale”. Nella nota si spiega anche che comunque rimane la possibilità di collaborazione commerciale con tutti gli operatori retail “che intendano attivare i propri clienti sulla nuova rete di Eof medesima”.

Francesco Starace (foto Olycom)

La definizione del piano strategico di Enel Open Fiber “è un importante passo avanti per la realizzazione degli obiettivi previsti dall’Agenda Digitale Europea e dalla Strategia Italiana per la banda ultralarga”, ha commentato l’ad di Enel, Francesco Starace. “Passare la fibra attraverso la nostra rete elettrica, che arriva nelle aziende e nelle case di 32 milioni di italiani, consente una copertura capillare del territorio nazionale a costi competitivi, creando valore per Enel e per tutti gli operatori che vorranno usufruire di questa nuova importante infrastruttura”, ha aggiunto.

Sempre Starace, commentando i risultati del bilancio 2015, ha parlato di “ritorno sugli investimenti per la fibra ottica nelle aree A e B sarà una percentuale nella parte alta a una cifra o in quella bassa a due cifre”. Il manager ha anche ricordato che “attualmente Enel Open Fiber si muove nelle aree A e B”, mentre “in quelle C e D il governo lancerà gare competitive per la realizzazione della rete” ed Enel Open Fiber parteciperà. Enel Open Fiber, ha anche detto Starace, nell’arco di tre o quattro anni potrebbe raggiungere un ebitda “di circa 250 milioni di euro”. Tornando alle aree C e D, Starace ha poi ripetuto che Enel Open Fiber sta aspettando “che Infratel indica le gare, cosa che credo avverrà verso maggio o giugno. Parteciperemo sicuramente”. Quanto alla lettera d’intenti firmata da Enel Open Fiber con Vodafone e Wind, Starace ha ribadito che questa “non prevede il loro coinvolgimento finanziario. Verrà trasformata in accordo commerciale che ci consentirà di operare in modo graduale”. Senza le sinergie con la sostituzione dei contatori, ha poi spiegato l’ad di Enel “non avremmo fatto l’operazione fibra”, che, ha detto rispondendo a una specifica domanda, senza operare di pari passo con i contatori “costerebbe oltre 3 miliardi di euro”.

“Probabilmente sì, ma non è importante”. Così ha poi commentato l’osservazione su una possibile sovrapposizione tra la rete a banda ultralarga che sta realizzando Telecom e quella che si appresta a mettere giù Enel Open Fiber. Nessuna preoccupazione, poi, neanche per una possibile sovrapposizione con la rete che sta realizzando Metroweb: “Noi, ha detto, eviteremo le città dove non siamo fisicamente presenti nella distribuzione, quindi non vedo una sovrapposizione”.