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23 marzo 2016 | 17:40

Tre italiani su 5 considerano il mercato dell’usato tramite portali un modo smart per fare affari. E grazie all’economia di seconda mano l’Italia emette 3,4 milioni di tonnellate di Co2 in meno. La ricerca Doxa per Subito (INFOGRAFICHE)

di Matteo Rigamonti – Tre italiani su 5 vedono di buon occhio la compravendita di merce usata tramite portali online. Lo rivela una ricerca Doxa commissionata da Subito sulla cosiddetta ‘Second hand economy’. Inoltre, come ha spiegato Melany Libraro, general manager di Subito, in occasione della presentazione a Milano, “non necessariamente la compravendita di merce di seconda mano è concepita come mera occasione di risparmio, quanto piuttosto come un modo smart di fare affari”.

Melany Libraro, general manager di Subito

Oltre che per il “rush di adrenalina”, infatti, ha spiegato Libraro, “sempre più italiani si accostano alla second hand economy come occasione di guadagno per chi vende e come affare per chi compra”.

E grazie all’economia di seconda mano, che vale 18 miliardi di euro, ovvero più dell’1% di Pil, secondo la ricerca Doxa per Subito, nel 2015 sono stati risparmiati 3,4 milioni di tonnellate di CO2, pari a quelli emessi per la produzione di 5,2 miliardi di tonnellate di pasta ed equivalenti a 32 mesi senza traffico a Milano o alla CO2 emessa da 15,4 milioni di voli a/r Milano-Roma.

I dati, precisa, Federico Filippa, head of pr & csr di Subito, “sono da intendersi al netto delle emissioni attribuibili agli uffici e ai server di Subito nonché agli spostamenti dei dipendenti del portale”. E sono stati calcolati ipotizzando per eccesso un percorso medio pari a 44 km in automobile compiuto dai protagonisti della compravendita per concludere l’affare.

Federico Filippa, head of pr & csr di Subito

Il progetto ‘Second Hand Effect’, nato dalla ricerca, vede coinvolti, oltre a Subito, Leboncoin in Francia, Blocket in Svezia, Vibbo in Spagna e Finn in Norvegia. I milioni di persone che acquistano oggetti usati su queste piattaforme digitali del Gruppo Schibsted, infatti, secondo la ricerca, hanno contribuito in un anno al risparmio complessivo di 12,5 milioni di CO2, un quantitativo pari a 1.100 voli intorno al mondo a bordo di un Airbus 380, alle emissioni annuali di 1.5 milioni di europei e al blocco totale del traffico per 3 anni e 4 mesi nella città di Parigi.

La macrocategoria motori, in particolare, ha permesso il risparmio più elevato di CO2 nel 2015 in Italia con 2,7 milioni di tonnellate (10 milioni totali sui 5 paesi), seguita da Casa e Persona con 576.000 tonnellate (2,1 milioni totali), da Elettronica con 254mila (650mila totali) e da Sports & Hobby con 41mila (170.mila totali).

“Contribuire a salvaguardare il pianeta e tutelare le prossime generazioni è un passo importante verso un futuro più responsabile e sostenibile”, ha dichiarato Libraro. “Ogni giorno oltre 60mila scambi di beni usati permettono a migliaia di beni di trovare una nuova casa. Pensare di essere protagonisti attivi nel rispetto per l’ambiente e nella riduzione dei cambiamenti climatici è un incentivo sempre più forte per migliorare il nostro servizio e spingere tutte le persone a dare una seconda vita agli oggetti attraverso Subito”.

Subito, che ha chiuso il 2014 con un fatturato pari a 19 milioni di euro, in crescita del 35%, ed è atteso crescere in doppia cifra anche nel 2015, conta ad oggi 8,5 milioni di utenti unici che scelgono la sua piattaforma per accordarsi su compravendite di merce usata concluse poi di persona con la consegna e il pagamento. Subito non chiede a chi conclude gli affari alcuna percentuale, ma vive per il 40% circa grazie alla pubblicità, per il 30% grazie alle agenzie immobiliari e alle concessionarie auto, piccole e grandi, che su Subito hanno aperti veri e propri negozi online all’interno del portale, pagando un abbonamento annuale, e al 30% grazie al pagamento dei servizi di visibilità connessi agli annunci.

Nato come portale desktop, Subito, si sta sempre più attrezzando a pensare “mobile first”, ha spiegato Libraro e ha in programma di testare dei ‘meeting point’ in librerie Ibs di Firenze e Bologna, perché “anche l’offline può contribuire notevolmente all’engagement” di nuovi utenti.