Dal digitale alla web tv on demand. L’analisi del ‘Corriere’ sull’alleanza tra Mediaset e Vivendi

Riposizionare strategicamente Mediaset, “in un mercato che non può essere più solo quello domestico”. In quest’ottica, secondo il Corriere, dovrebbe essere interpretato l’accordo che starebbe prendendo forma tra Mediaset e Vivendi. Il tutto in un momento in cui si assiste all’avanzata degli OTT e alla scelta delle telecom di fare concorrenza alle tv, come dimostrerebbe l’atteggiamento di British Telecom in Inghilterra all’asta per i diritti della Premier League.

Per realizzare una strategia di questo tipo, continua il quotidiano, servono capitali o partner. Ed è qui che entrerebbe in scena Bollorè con la sua Vivendi. Secondo la ricostruzione del giornale tra il presidente della media company francese e Pier Silvio Berlusconi ci sarebbero stati diversi incontri, l’ultimo dei quali a Parigi a fine gennaio, nel quale sarebbe stato anche raggiunto l’accordo strategico che a grandi linee prevederebbe, continua ancora il ‘Corriere’, il passaggio di Premium ai francesi, che già gestiscono Canal+, e la possibilità per Mediaset stessa di continuare a fare la televisione free con il “ruolo aggiuntivo di editore di nuovi canali a pagamento, modello Fox. In una prospettiva internazionale”.

Pier Silvio Berlusconi e Vincent Bollorè

L’alleanza verrebbe saldata attraverso uno scambio di azioni a livello di holding e avrebbe come obiettivo quello di creare un gruppo panaeuropeo, attivo in Spagna, Italia e Francia, per contrastare nuovi e vecchi competitor. Sviluppi previsti anche sul fronte web-tv, con una piattaforma on demand in cui Mediaset farebbe confluire Infinity Italia e la nascente Infinity Espana, mentre Vivendi porterebbe l’offerta della tedesca Watchever .

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