30 marzo 2016 | 8:51

Cucinelli propone il bonus cultura ai dipendenti: rimborso delle spese per libri, cinema e teatro. L’imprenditore: vietato rimanere connessi negli orari extra lavorativi e non mandatemi mail o sms dopo l’orario

(Yahoo) Brunello Cucinelli, imprenditore tessile, lancia una novità che mira a migliorare la vita dei suoi dipendenti: il bonus cultura. Le spese per libri, cinema, teatro, attività culturali saranno rimborsate dall’azienda. Il fondo prevede 500 euro per i single e 1.000 euro per chi ha famiglia. Per poter ricevere i rimborsi, basterà presentare lo scontrino e le relative note spese.

Si tratta di un’idea figlia della filosofia legata al “capitale umano” espressa dall’imprenditore umbro. Cucinelli è stato il primo a dare rilevanza al problema della dignità del lavoro operaio, “oggi non adeguatamente riconosciuto e sottopagato”. “Il bonus cultura contribuisce anche a incentivare la riscoperta dell’immenso patrimonio culturale e artistico italiano”, spiega Cucinelli. Inoltre l’imprenditore è convinto che questo bonus possa contribuire all’evoluzione dell’artigianato “perché la creatività è dove c’è bellezza”.
L’azione di Brunello Cucinelli si innesta in una manovra di cambiamento di mentalità nel rapporto di lavoro di cui l’azienda si è già fatta promotrice: non solo incentivi economici legati alla produttività, ma anche bonus che spingono sulla crescita personale e culturale dei lavoratori. Del resto chi cerca lavoro oggi sembra dare più importanza a tempo, cultura, viaggi e flessibilità, considerati benefit più importanti di una promozione.
Alla base di questa evoluzione del modello capitalistico all’interno dell’azienda ci sarebbe un insegnamento del papà di Brunello Cucinelli: “Sono nato in campagna. Non avevamo una lira, ma eravamo felici. Poi, quando avevo 15 anni, ci trasferimmo in città e mio padre andò a fare l’operaio. Lo vedevo rientrare con le lacrime agli occhi perché umiliato dal capo. È allora che l’obiettivo della mia vita è diventato ridare dignità al lavoro”. Inoltre l’imprenditore umbro scomoda anche Benedetto da Norcia per motivare la sua filosofia: “Cerca di essere rigoroso e dolce, esigente maestro, amabile padre”. Nella Cucinelli si lavora dalle 8 alle 17.30. Si fa la pausa pranzo. Ed è vietato rimanere connessi negli orari extra lavorativi. “Non voglio ricevere mail o sms dopo l’orario, non posso dirvi come rispondo, e lo stesso vale per i miei collaboratori”, chiarisce Cucinelli.
Del resto il motto “mens sana in corpore sano” non è un’invenzione moderna, e Cucinelli ripete spesso questa massima, ricordando ai suoi 1.400 dipendenti che non esistono grandi differenze fra operai e impiegati: anche gli stipendi sono simili. “Il lavoro dell’artigiano è duro e ripetitivo. E se io ti faccio lavorare oltre il dovuto ti rubo l’anima”. Parole che è difficile sentir pronunciare da un imprenditore moderno. (Yahoo)