30 marzo 2016 | 17:00

Un giornalista pro-Erdogan nominato dagli amministratori del tribunale direttore del quotidiano Zaman. E intanto in Tuorchia monta la polemica contro Twitter: oscurato l’hashtag #WeLoveErdogan

Continua il nuovo corso pro Erdogan del quotidiano turco Zaman, il giornale d’opposizione messo in amministrazione controllata da un tribunale di Istambul con l’accusa di ”propaganda terroristica” a favore del presunto “stato parallelo” creato dal magnate e imam Fethullah Gulen, ex alleato diventato nemico giurato del presidente Recep Tayyip Erdogan. Dopo il ritorno in edicola con una linea editoriale completamente ribaltata, oggi gli amministratori hanno nominato direttore del giornale Kenan Kiran, ex redattore capo aggiunto del giornale filo-governativo Yeni Akit. Accusato di aver pubblicato falsi scoop contro esponenti di opposizione, Kiran ha già promesso “inchieste sulla struttura dello Stato Parallelo”.

Nella foto il premier turco Erdogan durante la visita in Usa (foto Olycom)

Intanto in Turchia monta la polemica contro Twitter, accusato di essere l’artefice di un complotto mondiale contro Erdogan attraverso l’oscuramento dell’hashtag #WeLoveErdogan. A sostenerne l’esistenza è il ministro della Giustizia di Ankara, Bekir Bozdag, che ha accusato il social network di aver appositamente rimosso dalla sua lista degli hashtag più diffusi quello pubblicato a sostegno del presidente Recep Tayyip Erdogan, giunto ieri negli Usa per partecipare al summit sul nucleare.

“Sono dell’opinione che questa sia una parte dell’operazione globale condotta contro il nostro presidente”, ha detto Bozdag, secondo quello che riporta l’agenzia Ansa, facendo eco a una polemica già lanciata dai media filo-governativi. L’hashtag #WeLoveErdogan, accompagnato spesso da immagini della carriera del presidente turco, è stato utilizzato tra l’altro dal ministro degli Esteri, Mevlut Cavusoglu, che ieri, 29 marzo, ha accolto il presidente turco al suo arrivo in America, al posto di esponenti del governo Usa. Un aspetto che non è passato inosservato, suscitando l’ironia di molti utenti proprio sul social network dei 140 caratteri, mentre diversi media turchi hanno interpretato la scelta come un modo delle autorità americane per mantenere pubblicamente le distanze dopo le recenti tensioni sulla situazione della libertà di espressione in Turchia.