Comunicazione

31 marzo 2016 | 18:01

Vincenzo Boccia è il nuovo presidente di Confindustria. Ecco i punti chiave del suo programma

E’ Vincenzo Boccia il nuovo presidente designato di Confindustria . Ad eleggerlo come successore di Giorgio Squinzi, in carica dal 2012, è stato il Consiglio generale di Viale dell’Astronomia. Boccia ha ottenuto 100 preferenze, superando di 9 voti l’altro candidato, Alberto Vacchi, fermo a 91. Per l’elezione dovrà attendere il voto di conferma dell’assemblea privata del 25 maggio.

Vincenzo Boccia (foto Olycom)

E’ necessario “ribadire con forza la centralità dell’industria come principale antidoto alla stagnazione e alla bassa crescita”. E’ il cuore del programma (.pdf) dal titolo ‘Confindustria per l’Italia’ di Vincenzo Boccia. Imperativo è tirare “fuori dalle secche” il nostro Paese, “investendo, innovando e rimettendo il sistema industriale al centro dello sviluppo dell’Italia”. Tre pilastri fondamentali del sistema sono: identità, rappresentanza e servizi. Per Boccia, il ruolo dell’impresa e di Confindustria “diventa focale in questa situazione fragile ma positiva”.

“Non userò mai, riferendomi a noi, il termine discontinuità, lo ritengo irrispettoso per chi ci ha preceduto, io, come tanti di voi, per quel senso di appartenenza alla nostra comunità, non rinfaccerò sconfitte e ne’ mi esalterò dalle vittorie. La mia sarà continuità nei valori e nell’identità e cambiamento che ci e’ imposto dai nuovi contesti, nello stile, nel merito, nella struttura. La nostra sfida piu’ grande oggi e’ essere all’altezza dei nostri oltre 100 anni di storia: la nostra autorevolezza, la nostra credibilità dipenderanno dalla capacità di rimetterci continuamente in discussione ed essere sempre alla testa dell’innovazione e del cambiamento del Paese”.

Ecco i punti principali del programma di Boccia.
- IL FUTURO DELL’ITALIA RESTA IN EUROPA, CON L’EUROPA: le regole vanno rispettate da tutti, anche in termini di flussi migratori. Non c’e’ alternativa all’Europa. Serve un disegno comune, una vera e propria Agenda per la Competitivita’ Europea.
- ECONOMIA ITALIANA E BASSA CRESCITA: tre fattori hanno pesato in maniera determinante. Il primo e’ l’inefficienza del settore pubblico e la cattiva allocazione delle risorse. Il secondo e’ stato il grave peggioramento nel corso degli anni della qualita’ delle istituzioni dalle quali dipende la crescita: dalle leggi, alla giustizia, alla macchina amministrativa. Il terzo fattore e’ la bassa produttivita’, derivante principalmente da un sistema disfunzionale di determinazione dei salari.
- RILANCIARE LA ‘VOCAZIONE INDUSTRIALE’ DEL PAESE: questo richiede innanzitutto di affrontare le leve di competitivita’ e puntare su alcuni driver tecnologici.
- RELAZIONI INDUSTRIALI: il cuore della questione e’ fare del livello aziendale di contrattazione la sede dove realizzare lo scambio cruciale tra miglioramenti organizzativi e di produttivita’ e incrementi salariali, con facolta’ di derogare al contratto nazionale. Fa eccezione ovviamente il settore delle costruzioni.
- CREDITO, FINANZA PER LA CRESCITA E RETI D’IMPRESA: i mercati internazionali offrono innumerevoli opportunita’. Per coglierle servono imprese patrimonializzate e capitalizzate. Serve una definizione di una politica del credito incentrata su tre aspetti: potenziamento del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI e la razionalizzazione dei Confidi; un supporto diretto alle imprese; la revisione del quadro regolamentare a livello internazionale, per puntare a regole rigorose ma non oppressive. Dobbiamo poi costruire una finanza al servizio delle imprese.
- RIFORMA DELLO STATO: quella dello Stato resta la riforma delle riforme per sbloccare il Paese. Rientrano in questo capitolo le semplificazioni, la riforma delle giustizia e quella dell’amministrazione pubblica.
- QUESTIONE FISCALE: il nostro sistema resta oppressivo nei carichi e negli adempimenti. Continuiamo a pagare non solo troppe tasse, ma anche cattive tasse. Dovremo allora ragionare sulla possibilita’ di un grande scambio: basse aliquote, base imponibile semplificata, da un lato, fine della moltitudine dei trattamenti privilegiati, le famose ‘tax expenditures’, dall’altro.
- QUESTIONE ENERGETICA: nonostante significativi miglioramenti, vi sono ampi spazi su cui intervenire per ridurre il costo dell’energia e rimuovere le barriere tecniche e strutturali che limitano la libera circolazione dell’energia a livello europeo.
- CAPITALE UMANO: non possiamo pensare di affrontare le sfide tecnologiche del futuro senza avere le competenze tecniche.
- INTERNAZIONALIZZAZIONE: valorizzare il made in Italy nel mondo deve essere per noi una missione.
- NOSTRI SUD: chi conosce il Paese sa che esistono i Sud. Il nostro Mezzogiorno non ha bisogno di politiche speciali, ma, piuttosto, di politiche piu’ intense, ma uguali a quelle necessarie per il resto del Paese.
- DRIVER DEL CAMBIAMENTO TECNOLOGICO: oggi l’unica strada che abbiamo a disposizione per difenderci dalla concorrenza dei Paesi a basso costo di manodopera e’ quella di puntare su produzioni ad alto valore aggiunto, investendo in tecnologia e innovazione. Serve investire in infrastrutture materiali e immateriali. Serve un piano strategico nazionale per l’adozione delle tecnologie digitali, il grande driver del cambiamento tecnologico e della crescita, dove purtroppo il nostro Paese e’ rimasto drammaticamente indietro.
- SOLE24ORE e LUISS: del gruppo editoriale di Confindustria va rafforzata l’indipendenza economica, definendo la mission e presidiando il rispetto della linea editoriale nell’autonomia totale dei giornalisti. L’Università va ancora sostenuta nei suoi programmi per l’eccellenza accademica e lo sviluppo internazionale.

Chi è Vincenzo Boccia

Nato a Salerno nel 1964, laurea in Economia e Commercio, Boccia è amministratore delegato della Arti Grafiche Boccia S.p.A., azienda fondata dal padre Orazio, che oggi conta 160 dipendenti e un fatturato di oltre 40 milioni di cui un terzo realizzato all’estero, con uffici a Parigi, Beirut, Norimberga e Aarhus

Presidente Onorario di Assafrica & Mediterraneo, Boccia attualmente in Confindustria attualmente ricopre il ruolo di Presidente del Comitato tecnico Credito e Finanza. In precedenza ha ricoperto i seguenti incarichi:

- Presidente Piccola Industria e Vicepresidente Confindustria;
- Vicepresidente Piccola Industria e Presidente Piccola Industria della Campania;
- Vicepresidente dei Giovani Imprenditori e Presidente Giovani Imprenditori della Campania;
- Componente del Consiglio direttivo e della Giunta di Assografici;
- Consigliere di Amministrazione dell’Azienda Libico Italiana fino al 2005;
- Presidente di Assafrica e Mediterraneo dal 2003 al 2007.