31 marzo 2016 | 14:57

Alessandro Cecchi Paone conduce il nuovo Tg4 dal 4 aprile. E a ‘Sorrisi’ racconta le novità dell’edizione serale: torniamo al modello anglosassone, tipo Mentana

Dal 4 aprile Alessandro Cecchi Paone condurrà il nuovo Tg4 delle 19, che durerà un’ora. Il giornalista, nonché divulgatore scientifico, opinionista, è stato intervistato da Sorrisi e canzoni TV in cui spiega il ritorno alla conduzione nel nuovo Tg4, dal 4 aprile

Alessandro Cecchi Paone

Alessandro Cecchi Paone

Alessandro, è felice?
«Molto. È un ritorno al passato, ma con uno spirito e soprattutto con un format nuovo. Una conduzione in piedi e in movimento che avevo già provato in una versione sperimentale di Studio Aperto. E in questo nuovo Tg4 non darò solo le notizie: soprattutto le “spiegherò”. Avrò una serie di grandi schermi per mostrare dove avvengono i fatti e, con l’ausilio di colleghi ed esperti, parlerò in modo chiaro al pubblico a casa».

Com’è cambiato il mondo dell’informazione dall’ultima volta che si è seduto dietro una scrivania?
«Ho lavorato a lungo a Canale 5 News, al Tg2 e a Studio Aperto. Il mondo da raccontare è diventato più complesso e ritrovo un sistema dell’informazione molto più articolato. Prima c’erano pochi telegiornali perché erano poche le reti. Oggi invece ce ne sono tantissimi: è una grande sfida. Basti pensare che sono nati tre canali “All news” 24 ore su 24».

Il Tg4 è ancora associato da molti al volto di Emilio Fede. Quanto è importante collegare un tg a un volto popolare?
«Dopo Fede la direzione di Giovanni Toti prima e di Mario Giordano dopo hanno completamente rinnovato lo stile e il linguaggio del Tg4. Era forse rimasto il bisogno, come succede nei grandi canali americani, di identificare la testata con una personalità conosciuta e rispettata, e l’editore ha voluto che fossi io. Sono molto contento di lavorare con il direttore Mario Giordano, di cui sarò il vice».

Lei al Tg4 è la risposta a Enrico Mentana su La7?
«Sul modello sì. In America, alcuni notiziari sono legati all’affidabilità e alla riconoscibilità di chi li conduce. In Italia questo meccanismo forse vale solo per Mentana, ma anche il Tg4 vuole tornare al modello anglosassone. Per i primi tempi condurrò sette giorni su sette proprio per dare un segnale di cambiamento e per conquistare la fiducia del pubblico».

Qual è la notizia che sogna di dare in apertura di una delle edizioni del Tg4?
«È legata alla mia storia: la definitiva scoperta su come sconfiggere il cancro».

In carriera ha condotto anche programmi di successo in prima serata: qualcuno dirà che questo ritorno al tg è un passo indietro…
«Ma no, perché quelli che ho condotto in prima serata sono sempre stati programmi giornalistici, di divulgazione scientifica, culturale e storica. La maggior parte del pubblico ricorda bene quello che ho fatto. Ancora oggi mi fermano per strada e mi chiedono quando condurrò di nuovo “La macchina del tempo”, che è il programma che preferisco tra quelli della mia carriera: lo associo a un momento magico della mia vita. Restando sul tema della nostalgia, non posso non pensare al Tg dei Ragazzi su Raiuno che ho condotto a 15 anni. Da lì è partito tutto…».

Continueremo a vederla nelle vesti di opinionista nelle trasmissioni tv?
«Volentieri, se avrò tempo».

(…)

http://www.sorrisi.com/tv/news-e-anticipazioni/alessandro-cecchi-paone-tg4-2/