31 marzo 2016 | 17:59

Il terrorismo ha cambiato il nostro modo di fare informazione, dice il direttore di Rai Radio1, Flavio Mucciante. Stop ai flash di notizie all’interno del flusso musicale e più spazio ad approfondimenti e rassegne stampa dal mondo arabo

“Il terrorismo ha cambiato il modo di fare informazione alla radio”. Lo ha detto il direttore di Rai Radio1, Flavio Mucciante, nel corso del convegno ‘InformeRai’, promosso alla Camera da Area popolare con la partecipazione, tra gli altri, del presidente della Commissione di vigilanza dei servizi radiotelevisivi, Roberto Fico, dei direttori delle testate della Rai, Mario Orfeo, Marcello Masi, Bianca Berlinguer e Antonio Di Bella.

“L’escalation del terrorismo, in questi ultimi mesi, ha profondamente cambiato anche il modo di fare informazione alla radio”, ha spiegato Mucciante, secondo il quale gli ascoltatori “non si accontentano più di notizie flash, a cadenza oraria, all’interno di un flusso musicale (il modello che sembrava vincente nelle reti commerciali); ma vogliono seguire in presa diretta i grandi fatti dell’attualità italiana e internazionale, approfondire contesti, partecipare alla costruzione dei notiziari, integrandoli attraverso la loro diretta testimonianza”.

Flavio Mucciante

Flavio Mucciante

Per questo motivo, ha spiegato il direttore di Radio1 e dei Gr, “abbiamo mandato in pensione l’all news tradizionale, fatta di rulli di notizie sempre uguali, ripetute all’infinito per trasformare la rete in un moderno canale di informazione, in diretta 24 ore con la possibilità di rimodulare continuamente il palinsesto sul filo rosso dell’attualità”.

Ora Radio1 offre Gr ogni mezz’ora per 35 edizioni quotidiane, rotocalchi di inchiesta e approfondimento (come ‘Radio anch’io’), tre appuntamenti con il Gr regione, quattro rassegne stampa, con highlights dei Tg europei, americani, australiani, cinesi e di lingua araba come Al Jazeera, Al Arabja, Al Mayadeen, Al Alam. C’è anche il nuovo programma “Dialogo con l’Islam” per far conoscere il mondo islamico.

“Realizzare una radio di servizio pubblico che sia competitiva sul mercato”, è la sfida del presente secondo Mucciante. ”Oggi non basta saper scrivere una notizia- dice il direttore di Radio1- bisogna imparare a girare video, montare, disegnare grafici in 3D, interagire nei blog”.

Il 2015, ricorda Mucciante, si è chiuso con 4milioni e 200mila ascoltatori nel giorno medio per la rete, la crescita più consistente tra i network nazionali: più 6 per cento pari a 238mila ascoltatori.