01 aprile 2016 | 15:44

I Chief information officer devono prepararsi alla sfida dell”Internet delle cose’, dice Arioli di Toshiba: nel 2016 saranno connessi ogni giorno 5,5 milioni di nuovi oggetti

“Nel corso degli anni, i cio (Chief information officer) hanno guidato le aziende attraverso numerose evoluzioni tecnologiche, dall’implementazione dei primi pc desktop e cellulari in stile Wall Street fino alla diffusione di notebook, tablet, smartphone, app e cloud. Il percorso attraverso  questi cicli di innovazione non è sempre stato tranquillo e spesso è stato il risultato di due sfide importanti: l’integrazione tecnologica e i budget approvati dai Cda”. Lo riporta Adnkronos, riprendendo una nota di Toshiba.

“Oggi assistiamo a una sempre maggiore diffusione dell”Internet of Things (IoT)’, con un aumento delle aspettative da parte dei dipendenti nell’utilizzare dispositivi personali per accedere ai dati aziendali sia in ufficio che fuori”, ha dichiarato Massimo Arioli, head of sales & marketing B2B, Toshiba Digital Products & Services, Italy. “Sicuramente cellulari, notebook o tablet personali sono i dispositivi più utilizzati -ha continuato Arioli- ma iniziano a diffondersi anche altre tecnologie, come smartwatch e smartglass. Le
sfide che i cio devono affrontare sono destinate ad aumentare, creando una tempesta perfetta di dati e dispositivi da gestire”.

I cio si stanno già destreggiando tra soluzioni che dovrebbero essere on e off-premise, i dispositivi e i sistemi operativi autorizzati ad accedere alla rete aziendale. Secondo le previsioni di Gartner, nel 2016 saranno connessi ogni giorno 5,5 milioni di nuovi ‘oggetti’ e il numero dei dispositivi installati all’interno dell’ambiente di lavoro registrerà una forte crescita.