01 aprile 2016 | 16:01

L’Agcom blocca la modifica delle tariffe telefoniche del servizio base proposta da Telecom Italia e avvia l’esame per inserire la banda larga nel servizio universale

L’Agcom blocca la modifica delle tariffe telefoniche del servizio di base proposta da Telecom Italia. Lo rende noto un comunicato nel quale si precisa che “l’Autorità ha approvato un provvedimento di diffida nei confronti di Telecom Italia – in qualità di soggetto designato alla fornitura del servizio universale – con riferimento alla modifica dei prezzi dei servizi telefonici degli abbonati Consumer alla linea tradizionale (offerta Tim Consumer Voce a partire dal 1° aprile)”.

“L’aumento del 300% del prezzo delle chiamate nazionali da linea tradizionale, in parte componenti del servizio universale, non appare giustificato”, secondo l’Agcom, “da condizioni economiche generali, quali l’andamento dei prezzi al consumo o l’aumento del potere di acquisto degli italiani”.

Angelo Marcello Cardani

Angelo Marcello Cardani, presidente Agcom

“Al tempo stesso un aumento così consistente, che va a sommarsi all’aumento della componente canone mensile degli ultimi tre anni, presenta”, spiega l’Autorità, “un alto rischio di esclusione sociale dalla cosiddetta rete di sicurezza, il cui accesso e altri servizi di base sono sottoposti agli obblighi di servizio universale. Il rischio è ulteriormente aggravato dalla circostanza che l’offerta e’ estesa a tutti gli abbonati consumer, inclusi gli utenti a basso reddito”.

L’Agcom ha inoltre chiesto di inserire la connessione a Internet a banda larga tra gli obblighi del servizi universale, ossia la telefonia di base che deve essere disponibile a tutta la popolazione. È questo infatti il tema dell’istruttoria a evidenza pubblica (e con il contributo di tutti i soggetti interessati) avviata dall’ Agcom.

Ad oggi, ricorda l’Autorità, Telecom Italia è l’operatore incaricato di fornire il servizio universale e l’attuale ambito di applicazione del servizio universale si basa su una connessione dati, necessaria per l’accesso a Internet, a banda stretta (ad esempio mediante modem a 56 kbps), “un livello evidentemente non più in linea con i fabbisogni minimi della popolazione servita”. Gli esiti della consultazione pubblica saranno trasmessi al Mise per le determinazioni di propria competenza.