02 aprile 2016 | 23:13

Fabrizio Forquet scompare a 48 anni. Addio al vice direttore del Sole 24 Ore e capo della redazione romana

Forquet era stato ricoverato d’urgenza al Policlinico di Roma lunedi 21 marzo colpito da aneurisma. Roberto Napoletano, direttore del Sole, suo collega e amico da sempre, in un lungo articolo pubblicato sul sito e sul giornale scrive con realismo disperato come “di questo calvario durato due settimane non dimenticherò mai quel grumo di fili dietro la testa di Fabrizio e quella macchina maledetta che misura la febbre e non vuole mai scendere da 38 e 5 a causa di una polmonite che complica tutto dal primo momento. Mercoledì notte il professor Ranieri (Marco Ranieri, il primario della rianimazione del Policlinico di Roma, ndr.) era stato esplicito: o entro 12 ore scende sotto i 37 o non ce la fa perché se aumentiamo il cortisone mettiamo a rischio il cervello. Poco dopo la mezzanotte guardo la macchina e mi sembra tremendamente assurdo che in quelle poche linee di febbre possa essere racchiusa la vita di un uomo così giovane e così forte, incrocio lo sguardo di Chiara che con il fratello Aldo non si è mai staccata da quel letto e ne percepisco la profondità del dolore. Lascio il Policlinico con la febbre a 37 e 2 e la speranza nel cuore. La crisi di mercoledì è superata, quella successiva di venerdì notte no, odio quella macchina maledetta. Sento che la morte non ha l’ultima parola, ma so che sa essere terribilmente ingiusta. So che lo è stata con Fabrizio e non so spiegarmi le ragioni di questo accanimento. Grazie, amico mio, di tutto”.


Sempre sul Sole c’è un lungo ricordo di Giuliano Amato che conosceva molto bene Forquet: “Insieme abbiamo scritto libri, abbiamo vissuto una appassionante esperienza ministeriale (io da ministro dell’Interno, lui come mio portavoce), abbiamo discusso ad uno ad uno, prima che io li scrivessi, gli editoriali che quindicinalmente Il Sole 24 Ore mi ha pubblicato per anni”, racconta Amato, oggi giudice della Corte Costituzionale.
Il primo libro è stato ‘Il gusto della libertà. L’Italia e l’Antitrust, edito da Laterza) in cui Amato racconta la sua esperienza come primo presidente della neonata autorità. “Ricordo che nell’estate del 1997 lui venne ripetute volte ad Ansedonia, ci chiudevamo nel mio studio, io ogni volta dipanavo a voce un capitolo dello schema che avevamo predisposto e lui ascoltava e annotava”, scrive Amato sul Sole. “C’era sempre il tempo di fare un salto al mare, poi rientravamo, mia moglie Diana ci metteva frugalmente a tavola e subito dopo lui se ne tornava a Roma. Ho uno splendido ricordo di quelle lunghe mattinate e non meno splendido è quello della prima lettura dei canovacci scritti che lui poi mi faceva avere. Le mie improvvisate e a volte saltellanti esposizioni orali tradotte in un italiano semplice, chiaro, ineccepibile per gli addetti ai lavori e accattivante per gli altri”.
Seguì ‘Tornare al futuro. La sinistra e il mondo che ci aspetta’, sempre scritto a quattro mani e edito da Laterza nel 2002. Poi il libro intervista ‘Noi in bilico. Inquietudini e speranze di un cittadino europeo’, Laterza 2005, e infine nel 2013 ‘Lezioni dalla crisi’, scritto interamente da Forquet, utilizzando le lezioni che Amato aveva registrato per Rai Educational, pubblicato da Rai Edu e Laterza.
Abbiamo chiesto dei pareri informali a chi conosceva o aveva da fare per lavoro con informale con Forquet nel suo ruolo di vice direttore. Ecco alcuni sms arrivati: “non faceva sconti a nessuno”, “Nemmeno a Renzi”, “te le diceva in faccia”, “Uno dei pochi indipendenti” “Era un affettivo empatico”. “Era uno dei miei migliori amici qui a Roma”. Parole semplici e senza retorica, un bel modo di ricordare un bravo giornalista e un uomo civile.

Fabrizio Forquet

Fabrizio Forquet

Il saluto dei colleghi del Sole

 Ciao Fabrizio

Fabrizio ci ha lasciato. È morto oggi, a 48 anni, Fabrizio Forquet, vicedirettore del Sole 24 Ore e capo della redazione romana. Fabrizio Forquet è morto, addio alla firma del Sole 24 Ore La notizia della sua scomparsa prematura è stata accolta con profonda commozione e dolore, a partire dalla redazione del Sole 24 Ore. Per noi è la più ingiusta delle morti. Fabrizio ha lottato per due settimane dopo le complicazioni di un malore, ma non ce l’ha fatta. Sposato con Valentina e papà di quattro figli, Fabrizio è stato per 20 anni colonna portante del Sole 24 Ore e del giornalismo politico ed economico, sostenitore di un approccio concreto e basato sui fatti e sui numeri.

«Il giornalismo e la comunicazione saranno anche nel futuro l’architrave delle nostre società, purché però sappiano cambiare e adattarsi alle nuove esigenze» scriveva nel presentare l’ultima edizione del master in giornalismo politico economico del Sole 24 Ore che ha diretto assieme al master in management politico del Sole 24 Ore.
Ha scritto libri sui temi dell’Europa, della politica economica, della comunicazione. Uno di questi, «Lezioni dalla crisi», firmato assieme a Giuliano Amato ed edito da Laterza, ha vinto il «Gozzo d’argento» come miglior libro di economia del 2013. Altre sue opere sono «Noi in bilico. Inquietudini e speranza di un cittadino europeo» (Laterza, 2005), «Editoria, comunicazione, giornalismo», con Valentina Consiglio (Il Sole 24 ore, 1999) e «Il lavoro in affitto», con Lina Palmerini (Il Sole 24 ore). Era nato a Napoli, dove si era laureato in Lettere, indirizzo Storia economica, presso l’Università Federico II, con 110 e lode, per poi specializzarsi in giornalismo a Roma alla Luiss Guido Carli.

Noi della redazione non dimenticheremo mai Fabrizio, è il giorno più triste per la famiglia del Sole. Per tutti noi nulla sarà più come prima.

I funerali saranno celebrati lunedì alle ore 11.30 presso la parrocchia di San Saturnino Martire, a Roma in via Avigliana 3.