04 aprile 2016 | 18:15

L’edizione cartacea dello Spiegel e quella online non dialogano tra loro. E il magazine sopravvaluta la sua importanza. Severa autocritica del settimanale tedesco come premessa al piano dell’editore per tagliare e ripartire

Altro che giornalismo integrato e crossmediale, social network e processi partecipati e innovativi. Il quadro che emerge dall’Innovation Report del magazine tedesco ‘Der Spiegel’, appare piuttosto come la “severa autocritica” dell’attuale momento storico che i media stanno attraversando in Germania e forse anche in Europa. Lo scrive Nieman Lab, illustrando i contenuti del report che fa parte di una più ampia iniziativa dell’editore Spiegel-Verlag volta a ripensare e ristrutturare il gruppo, nell’ambito di un piano che prevede tagli di 150 posti di lavoro, tra cui giornalisti, e contenimento dei costi per 16 milioni di euro complessivi.

Da sinistra: Klaus Brinkbäumer, Florian Harms e Thomas Hass

L’Innovation Report, basato su interviste alla redazione, ex redattori ed esperti del settore, non risparmia critiche dure come, per esempio, considerazioni del tipo: “sopravvalutiamo la nostra importanza”, “non siamo in grado di confessare le nostre debolezze né possiamo permetterci di mostrarle”, “raramente facciamo qualcosa di sorprendente”. Oppure: “sperimentiamo troppo poco qualsiasi cosa sia veramente nuova” e “impostiamo un errato ordine di priorità”.

Le ragioni di questa impasse, constatano allo Spiegel, sarebbero costituite dal fatto che “ciascuna unità si concepisce autonomamente”, “le responsabilità non sono condivise” e che “ognuno ha i propri benchmark di riferimento” e “ottimizza il successo individuale senza considerare i benefici per l’insieme”.

Il report, precisano in una mail congiunta, Klaus Brinkbäumer, executive editor di Der Spiegel, Florian Harms, editor in chief di Spiegel Online, e Thomas Hass, head of sales and marketing di  Spiegel-Verlag, ha l’intento di “rendere partecipi i colleghi del processo in atto per guidare lo Spiegel verso un futuro sempre più moderno come una vera multimedia company”, che sia al passo dei tempi.

Lo Spiegel, ricorda in proposito Nieman Lab, è un giornale in cui le due redazioni, quella cartacea e quella digitale, ancora non dialogano tra di loro, gli scambi tra le due sono ridotti al minimo e i redattori dell’online sono considerati a tutti gli effetti “cittadini di serie B”. E anche se sia il magazine sia il sito dello Spiegel generano notevoli contatti, manca un prodotto rivolto alla fascia di lettori compresi tra i 18 e i 30 anni.