05 aprile 2016 | 15:17

L’ad di Fastweb Alberto Calcagno: non vendiamo quote in Metroweb e non abbiamo nessuna intenzione di bloccare i progetti infrastrutturali. E annuncia: 200 megabit al secondo al 50% popolazione entro il 2020

Fastweb, azionista con il 10,6% di Metroweb Milano, a sua volta controllata da Metroweb Italia, non ha intenzione di disimpegnarsi. A confermarlo l’ad di Fastweb, Alberto Calcagno a margine della conferenza di presentazione del nuovo piano in fibra ottica della società di telecomunicazioni che prevede il potenziamento della propria rete in fibra fino a 200 megabit al secondo e la sua estensione al 50% della popolazione  cioè 13 milioni di famiglie e imprese in oltre 500 città, entro il 2020.

Alberto Calcagno

Alberto Calcagno

Secondo quanto si legge sulle agenzie, Calcagno ha dichiarato: ”Siamo felici azionisti di Metroweb e resteremo azionisti”. “Non abbiamo intenzione di bloccare nessun progetto infrastrutturale”, ha precisato poi facendo riferimento al veto che Fastweb ha sulla possibile vendita di quote in Metroweb Milano e in particolare rispondendo a chi chiedeva sulla possibile creazione di una newco tra Metroweb e Enel. “Non facciamo finanza ma siamo interessati a capire quali sono i piani. Guarderemo anche il piano di Enel e parleremo, le nostre reti non saranno sovrapposte”.

Fastweb punta ancora sulla propria rete in fibra che verra’ portata a 200 megabit al secondo ed estesa fino a raggiungere il 50% della popolazione, ovvero 13 milioni di famiglie e imprese in oltre 500 citta’. Il tutto avverra’ entro il 2020 con investimenti aggiuntivi per 500 milioni di euro. “Il futuro per noi e’ molto roseo, il raddoppio della velocita’ della nostra connessione conferma che Fastweb e’ un’eccellenza italiana”, ha confermato l’amministratore delegato, Alberto Calcagno, nel corso della conferenza stampa convocata a Milano per presentare il nuovo piano della societa’ che va ad ampliare il precedente piano quadriennale, che a fine 2016 avra’ raggiunto con la rete in fibra ottica 7,5 milioni di famiglie, ovvero il 30% della popolazione italiana. Le prime citta’ a essere collegate fino a 200 megabit al secondo l’11 aprile saranno comuni di medie e piccole dimensioni: si comincia da Arezzo, Viterbo, Riccione, Rimini, Trento, Massa, Pistoia, Caserta, che saranno seguite da nuove aperture in ogni mese successivo, per arrivare a 1 milione di case raggiunte dai 200 megabit a fine 2016 e, appunto, a 13 milioni di case al 2020. “Partiamo da citta’ di media fascia che devono ridurre il proprio digital divide: noi abbiamo sempre detto no a un’Italia a due velocita’”, ha spiegato Calcagno. Il piano avanzera’ con due filoni di attivita’ in parallelo: da una parte saranno realizzati i lavori per collegare in fibra nuove citta’ di medie dimensioni (fino ai 100 mila abitanti) direttamente in tecnologia eVdsl che eroga velocità fino a 200 megabit al secondo; contemporaneamente sara’ realizzato l’upgrade a tecnologia eVdsl nelle citta’ di dimensioni medio-grandi gia’ raggiunte dalla fibra ottica del piano Fastweb 2014-2016. Il piano di estensione e upgrade, nella sua interezza, prevede investimenti per 500 milioni di euro cumulati nel periodo 2017-2020 che saranno interamente autofinanziati: “non ricorreremo al debito o ad aumenti di capitale ma ci finanzieremo con il nostro cash flow”, ha garantito l’a.d. ricordando che Fastweb “reinveste ogni anno il 30% del proprio fatturato”.
Per Calcagno il nuovo piano di Fastweb “e’ estremamente importante per l’Italia” e “contribuisce agli obiettivi dell’agenda digitale del governo: l’Italia sta risalendo la classifica della diffusione della banda ultralarga, gia’ l’anno scorso siamo stati il paese europeo che e’ cresciuto di piu’ in termini di copertura della rete in fibra ottica e in due anni, grazie anche all’incisiva azione del governo, abbiamo colmato il gap infrastrutturale con un Paese come la Francia”. Il piano di Fastweb, ha concluso l’a.d., “portando la fibra ai cabinet che collegano milioni di case prima non raggiunte dalla banda ultralarga, e’ propedeutico alla stesura dell’ultimo miglio in fibra, quando essa sara’ realizzata da Enel, Metroweb o Tim o altri operatori”.