06 aprile 2016 | 16:03

La condizione della donna nel mondo al centro della prima edizione italiana del Festival dei Diritti Umani, dal 3 all’8 maggio alla Triennale. Il direttore: un’occasione unica per Milano

di Matteo Rigamonti – Promuovere la tutela dei diritti umani nel mondo, attraverso la testimonianza diretta, il cinema, la fotografia e la partecipazione attiva di enti no profit e 30 scuole del territorio, che offriranno il loro originale apporto producendo materiali audiovisivi, corti e film. É l’obiettivo che si prefigge la prima edizione del Festival dei Diritti Umani, che si terrà dal 3 all’8 maggio 2016 alla Triennale di Milano e che per la sua prima edizione dedica particolare attenzione alla condizione della donna e al Medio Oriente dilaniato dalle crisi e sconvolto dalla presenza dell’Isis.

Danilo De Biasio

Importato dalla Svizzera e organizzato da Reset-Diritti Umani, con il patrocinio del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, della Città di Milano, di Città Metropolitana di Milano e dell’Ufficio Scolastico per la Lombardia, il Festival dei Diritti Umani è stato presentato questa mattina alla Triennale dai membri del comitato di coordinamento e direzione, Paolo Bernasconi, presidente Associazione Reset-Diritti Umani, Giancarlo Bosetti, segretario generale Associazione Reset-Diritti Umani, e Danilo De Biasio, direttore Festival dei Diritti Umani. Con loro sul palco sono intervenuti Francesca Balzani, vicesindaco del Comune di Milano, e Claudio De Albertis, presidente della Triennale di Milano.

Paolo Bernasconi

‘Diritti sulla terra per la metà del cielo’, il titolo della kermesse milanese. Tra spose-bambine e mutilazioni genitali, discriminazioni e impedimento del diritto all’istruzione, infatti, più di metà della popolazione umana subisce ancora oggi vistose e aberranti violazioni dei propri diritti.

Il festival prevede incontri con gli studenti, organizzati con la collaborazione del Centro di Iniziativa Democratica degli Insegnanti (Cidi), proiezioni di documentari selezionati tra le migliori rassegne internazionali dall’Associazione Sole Luna-Un ponte tra le culture, e una selezione di lungometraggi di finzione e documentari per dialogano con i temi forti del festival, scelti da Vanessa Tonnini, programmer e direttrice artistica del Festival Rendez-Vous, dedicato al nuovo cinema francese, storicamente molto attento al tema dei diritti umani e del dialogo interculturale. E ancora, dibattiti e dialoghi con intellettuali e studiosi italiani e internazionali e una mostra proposta da Amnesty International.

Francesca Balzani

Per la prima edizione la scelta del filo conduttore è caduta su un tema che rappresenta la sfida sia per il presente sia per il futuro: il non-diritto di essere donna. Tante le personalità che parteciperanno, per esempio: don Luigi Ciotti e le protagoniste del film Lea, Vanessa Scalera e Linda Carridi; Nadia Murad, giovane donna yazeeda fuggita dall’Isis dopo mesi di schiavitù e oggi portavoce di Yazda; Raffaele Vasto e Viviana Mazza; ma anche l’ex ministro degli Esteri, Emma Bonino, l’attivista tunisina, Amira Yahayaoui e la mostra fotografica Sheroes, con gli ultimi scatti di Leila Alaoui, la fotografa marocchina uccisa nell’attentato di gennaio 2016 a Ougadougou.

Uno scatto della fotografa Leila Alaoui

“Il Festival dei Diritti Umani non è soltanto una mostra fotografica, nemmeno aspira a competere con la rassegna cinematografica estiva in programma a Milano”, ha precisato De Biasio, “quanto piuttosto è una sfida per la conoscenza, una grande aula scolastica per la città, che offre a tutti l’occasione di avvicinare temi come la guerra civile in Siria, le violenze cui le donne sono sottoposte in Pakistan e in India, oppure conoscere più da vicino la Tunisia, dove l’uguaglianza di genere è stata affermata come principio costituzionale” e che è stata scelta dagli organizzatori come esempio virtuoso di un Paese che sta riuscendo, “non senza difficoltà”, a “superare una complicata crisi politico istituzionale”.

Giancarlo Bosetti

“Auspico che il Festival dei Diritti Umani sia un’occasione unica per i cittadini di Milano di accorgersi di cosa significhi vivere in una società in cui i diritti sono compressi”, ha dichiarato il vicesindaco Balzani. In questo senso, secondo Balzani, “è importante vedere, perché è vedendo le cose che ci avviciniamo ad esse”.

Claudio De Albertis

“Come Triennale siamo molto felici di ospitare il Festival dei Diritti Umani”, ha spiegato a Primaonline.it il presidente, De Albertis, secondo cui è “un dovere per la Triennale occuparsi anche di temi sociali e civili. La Triennale, infatti, ha l’obiettivo di comprendere le grande crisi e rivoluzioni in atto per capire la direzione e il corso che prendono gli eventi di questa nostra società”.

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