Protagonisti del mese

07 aprile 2016 | 10:05

Los ganadores italianos

Leader per ascolti, pubblicità e redditività, Mediaset España è uno dei cespiti pregiati del gruppo di Cologno. Guidato dal 1999 da Paolo Vasile, propone un modello di televisione free quasi completamente in diretta, basato su “un intrattenimento vivace e un’informazione corretta”. Il consigliere delegato della società racconta la gara
tesa con il competitor principale, Atresmedia, ma anche la sfida con Telefónica e i nuovi soggetti che si affacciano sullo scenario

A solleticare le voglie di chi potrebbe essere interessato a comprare i cespiti di Mediaset o magari vuole stringere un’alleanza di ampia portata con Cologno – lo confermano gli analisti e lo suggeriscono i trend del titolo in Borsa, in salita dopo il bilancio annuale – oltre agli asset italiani e alle prospettive della tivù a pagamento, c’è sicuramente Mediaset España, la controllata spagnola che da anni domina quel mercato televisivo che per moltissimi anni è stato straordinariamente redditizio e sta tornando a essere tale. In Spagna negli ultimi 24 mesi, dopo la crisi profonda attraversata a partire dalla prima metà del 2008, il clima è tornato a volgere in positivo e la ‘remontada’, oltre che partire prima, ha avuto una spinta molto più forte di quella della ripresina italiana.

Paolo Vasile

Mediaset España ha chiuso il bilancio 2015 con numeri che profumano di fine della crisi. I ricavi sono saliti del 4,3% (rispetto a un 2014 che era già stato in chiaro progresso) a quota 971,9 milioni di euro, con la raccolta pubblicitaria in positivo del 4,9% a 898 milioni. L’utile pre tasse è passato da 85,5 milioni a 219,14 milioni e l’utile netto è cresciuto di tre volte fino a 166,17 milioni di euro. Con la posizione finanziaria netta positiva per 192,4 milioni, i costi operativi sono stati ridotti del 2,6% e il Cda ha proposto la distribuzione di dividendi per un totale di 167,4 milioni di euro. Se si confrontano i dati con quelli del suo più diretto concorrente Atresmedia – nel cui azionariato Planeta e De Agostini hanno il 41,7% e Ufa Rtl il 18,65%, che ha chiuso il 2015 a quota 970 milioni di ricavi, con utili per 99,2 milioni e una posizione finanziaria netta negativa per 158,5 milioni e che ha distribuito dividendi per circa 80 milioni ai soci – si vede il valore del gioiello spagnolo del gruppo Mediaset.
E lo stesso se si considerano le performance di tutti i canali tivù di Mediaset España, che a febbraio ha segnato il 29,3% degli ascolti, con Atresmedia al 28,1%, mentre le televisioni pubbliche (La1, La2 e le reti autonomiche) sono complessivamente al 20,7%, con Tve, che da qualche anno non trasmette spot, al 16,1%. Per quanto riguarda l’ammiraglia Telecinco, da un anno e mezzo ininterrottamente è leader degli ascolti: a febbraio ha conseguito il 14,7% di share, in vantaggio sulla tosta concorrente Antena 3, seconda con il 13,1%.

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 470 – Aprile 2016
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