Protagonisti del mese

07 aprile 2016 | 10:05

Gente nuova

Il nuovo e il vecchio riusciranno ad amalgamarsi, a interloquire e finalmente a produrre un servizio originale, significativo e insieme altamente competitivo? È questa la vera domanda (ma anche la ragionevole preoccupazione) che ci si pone in Rai, che dovrà a breve affrontare il rinnovo della concessione in esclusiva del servizio pubblico televisivo italiano. Dopo aver assegnato i galloni ai comandanti di prima linea – quei direttori di rete che hanno il compito di applicare, ognuno nel proprio settore, la strategia disegnata da Antonio Campo Dall’Orto – il direttore generale sta mettendo a punto il resto della compagine e relativo organigramma di Viale Mazzini. Chi sono e quali compiti dovranno svolgere i professionisti, molti dei quali new entry in Rai, scelti con le ultime nomine

Ci sono voluti mesi dall’annuncio della nascita della nuova struttura, ma alla fine ha visto la luce una inedita Direzione creativa destinata ad avere un ruolo significativo nella Rai che ha l’ambizione di diventare una vera e propria digital media company la cui impaginazione dei contenuti e gli aspetti formali, grafici, di logo non sono secondi ai contenuti che esprimono.

Massimo Maritan

La nuova direzione è stata affidata a Massimo Maritan (ex capostruttura al palinsesto di Rai World) affiancato, in qualità di vice direttore per la televisione, da Roberto Bagatti, già direttore creativo di Discovery Italia e prima ancora di Viacom International, e da Pierluigi Colantoni, come vice direttore per la promozione, ruolo che già ricopriva nella direzione Comunicazione. Il terzetto è stato scelto al termine di una coscienziosa indagine condotta dal direttore delle risorse umane Valerio Fiorespino.
Massimo Maritan, disinvolto sessantenne varesino, dopo gli esordi da giornalista alla storica Telealtomilanese, la tivù privata diretta da Enzo Tortora che lanciava il primo talk show ‘Aria di mezzanotte’, nel 1980 trasloca a Lugano in qualità di caposervizio del quotidiano Il Dovere (poi La Regione Ticino). Maritan resta nella Confederazione per quasi un ventennio acquisendo, tra l’altro, la doppia cittadinanza. Nell’85 lascia il mondo della carta stampata per tornare a quello televisivo. Reclutato dalla Società svizzera di radiotelevisione, concessionaria del servizio pubblico, prima con il ruolo di redattore e poi di manager, nel ’94 assume la responsabilità della direzione Media reference e promozione d’antenna con il compito di analizzare i pubblici e gli ascolti e promuovere l’immagine della rete, lavorando anche alla costruzione del palinsesto e, contemporaneamente e per quattro anni, a capo dell’ufficio stampa del Festival internazionale del cinema di Locarno. Nel ’99, durante un convegno sul decentramento del servizio pubblico, tenutosi al Centro Rai di Milano, conosce Pier Luigi Celli, a quel tempo direttore generale della Rai: un colpo di fulmine professionale, al punto che Celli gli spalanca i portoni della Rai.

Sulle note di ‘Addio Lugano bella’ Maritan passa il confine e approda a Viale Mazzini in qualità di responsabile del marketing della divisione Due, che allora raggruppava i settori dell’azienda più marcatamente di servizio pubblico. Con l’uscita di Celli nel 2001 le divisioni vengono smontate come mattoncini del Lego e Maritan parcheggiato a Innovazione e prodotto, una struttura che avrebbe dovuto sperimentare nuovi formati, ma che come la precedente Serra creativa non riesce nemmeno ad alzarsi da terra. Una via di fuga gliela offre Piero Badaloni che, diventato nel 2007 direttore di Rai International, gli affida la responsabilità del palinsesto del canale, che in seguito verrà ribattezzato Rai Italia e Rai World, postazione che ha governato fino a ora.

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 470 – Aprile 2016
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