Protagonisti del mese

07 aprile 2016 | 10:04

Quadriennale Lab

“La comunicazione è un elemento fondamentale della prossima Quadriennale di Roma”, dichiara in un’intervista a ‘Prima Comunicazione’ Franco Bernabè, presidente della fondazione che ha il ruolo di promuovere l’arte contemporanea in Italia.

“Diciamo che la Quadriennale ha avuto una vita complicata soprattutto in tempi più recenti”, racconta Bernabè a ‘Prima’, “ma è e rimane un’istituzione concepita per uno scopo importante: dare visibilità agli artisti italiani laddove invece la Biennale di Venezia è orientata verso l’arte internazionale. Ora il problema da porsi è se su uno scenario dove vi è una pluralità di attori, dove l’iniziativa privata ha preso il sopravvento, ci sia un ruolo per un’entità che, pur essendo di natura privata in quanto fondazione, abbia un interesse, un valore pubblico”.

Franco Bernabè

“A fine aprile dell’anno scorso il ministro della Cultura, Dario Franceschini, con cui avevamo a lungo discusso sulla necessità di avere spazi espositivi che fossero animati da una progettazione culturale di rilievo, mi ha chiesto se fossi disponibile”, dice Bernabè raccontando a ‘Prima’ come è nata la sua nomina alla presidenza della Quadriennale di Roma. “Vede, oggi il settore pubblico ha rinunciato a questo tipo di progettualità assegnandone il ruolo, come non succede in nessuna altra parte del mondo, ai privati. Negli altri Paesi le grandi iniziative sono originate da enti pubblici o privati ma con statuti speciali. In Europa chi progetta e prende l’iniziativa di fare mostre sono i musei che posseggono un patrimonio di opere e i direttori degli stessi, connessi a un network internazionale. In Italia tutto ciò non avviene. Da noi società private organizzano mostre prendendo in prestito da musei pubblici, che a loro volta o sono inerti oppure ricorrono all’outsourcing. Con Franceschini ci siamo trovati d’accordo nello sperimentare una progettualità attraverso un istituto di tipo pubblico”.

Con la sua presidenza, Bernabè ha introdotto nuove regole, come quella che supera la storica elezione di un unico curatore, scegliendo invece una decina di giovani curatori, ognuno dei quali con un progetto coerente, una visione. Da ottobre a gennaio, durata della manifestazione, la città di Roma, ma anche tutto il territorio nazionale, sono stati sollecitati – attraverso una serie di alleanze che sono tuttora in via di costruzione – a raccontare gli ultimi quindici anni dell’arte italiana. “Abbiamo sviluppato un progetto di rapporto con alcuni interlocutori”, spiega Bernabè a Prima. “Se è vero che una parte di finanziamento è statale (un milione di euro: ndr), per arrivare a fare la mostra che abbiamo in mente sono necessarie risorse molto maggiori. A ciascuno degli interlocutori abbiamo presentato un progetto che valorizzasse il loro ruolo all’interno del rilancio della Quadriennale, mettendo a disposizione professionalità e tecnologie, e la risposta, mi creda, è stata molto positiva. Con Eni, Telecom, Bmw e tanti altri abbiamo messo a punto progetti coerenti tanto con la loro missione quanto con gli obiettivi da noi perseguiti”.

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 470 – Aprile 2016
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