Protagonisti del mese

07 aprile 2016 | 10:04

Facciamo tutto in casa

Paolo Rotelli, erede di una famiglia che ha iniziato a investire nella sanità ai tempi del nonno, Luigi Rotelli, e che ora presiede una delle maggiori aziende private del settore, spiega perché ha deciso di lanciare una sorprendente campagna di comunicazione per far sapere al grande pubblico cos’è il Gruppo San Donato.

“È cambiato il mondo in cui viviamo e il modo in cui come gruppo sanitario privato dobbiamo fare i conti con il Servizio sanitario nazionale e con i nostri target di riferimento”, racconta a ‘Prima’ Paolo Rotelli, 26 anni, laurea in management culturale e intermediazione religiosa presso la SciencesPo di Aix-en-Provence, una delle più autorevoli scuole di formazione della classe dirigente francese. “Non si tratta di scelte di protagonismo né di gusto. Gli zero investimenti in pubblicità di mio padre erano giustificati da come funzionavano le cose fino a pochi anni fa. Adesso con l’avvento degli smartphone e dei tablet è radicalmente cambiato il contesto sociale in cui tutti ci muoviamo, sanità compresa. Prima non era così necessario comunicare, perché le persone non erano abituate a collegarsi a Internet per cercare di soddisfare curiosità e bisogni. Solo fino a pochi anni fa era il medico di base il punto di riferimento per qualsiasi informazione in campo medico, a parte forse qualche consiglio di parenti e amici. E, in caso di necessità, ci si rivolgeva all’ospedale più vicino. Il lavoro da fare quindi era di relazioni pubbliche nei confronti dei medici di base e del Servizio sanitario nazionale e regionale. I nostri ospedali, rappresentando l’eccellenza in moltissime specialità, sono una meta sicura”.

Paolo Rotelli

Che cosa è cambiato allora? “L’enorme quantità di siti e blog che trattano i temi della sanità, spesso in modo approssimativo e poco professionale, generano un rumore di fondo che può portare disinformazione e scelte sbagliate”, afferma Rotelli nell’intervista a ‘Prima’. “Ma non è questo il punto del perché noi stiamo facendo questa campagna di comunicazione: vogliamo farci conoscere dal grande pubblico, vogliamo far sapere cos’è il Gruppo San Donato per puntare anche ad aumentare le nostre prestazioni fuori dall’assistenza sotto il cappello del Servizio sanitario nazionale”.
Nell’intervista a ‘Prima’, Paolo Rotelli parla anche della partecipazione azionaria in Rcs MediaGroup, di cui suo padre Giuseppe – innamorato del ‘Corriere della Sera’ – era diventato anche azionista di maggioranza relativa. “Secondo me”, afferma, “lui sarebbe andato avanti a investire e a sostenere l’azienda. A noi, parlo di mia madre, dei miei fratelli e di me, sinceramente non interessa. Adesso siamo al 3% e, se ci dovesse essere un aumento di capitale, noi non lo sottoscriveremo. Detto questo, continuo a sperare ogni bene per il futuro della casa editrice”.

L’articolo è sul mensile Prima Comunicazione n. 470 – Aprile 2016
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