07 aprile 2016 | 11:23

L’intervista a Salvo Riina non doveva andare in onda, dice Guelfi. Freccero: mi preoccupo di più quando Vespa dice alla Boschi che è ‘tosta’

“Lo sguardo di Salvo Riina, da straniero, completamente privo di empatia, mentre scorrevano le immagini della strage di Capaci è il solo attimo di verità di questa intervista, uno sguardo che chiarisce e denuncia cos’è la mafia”. Lo ha detto Carlo Freccero, dirigente televisivo di lungo corso e attuale consigliere d’amministrazione Rai, parlando dell’intervista al figlio di Totò Riina andata in onda ieri sera a ‘Porta a Porta’.

Carlo Freccero (foto Olycom)

“Non sono mai per la censura preventiva”, ha detto Freccero, anche se “avevo grandi perplessità su questa intervista, ma se serviva a portare verità…”. L’altra cosa che rimane, secondo Freccero, oltre allo sguardo dell’intervistato e al suo essere ancora soggiogato dal ‘capo dei capi’, è la conferma che la tv è peggio dell’eroina: ti divora. Io capisco Vespa – ha aggiunto -: per lui quest’intervista è un’altra pietra miliare della sua carriera”.

“Non è un’intervista fatta per lo share”, ha precisato Freccero, “non era quello che interessava a Vespa in questo caso: per lui è piuttosto un’altra pagina del suo diario, un’intervista inevitabile. Dopo la sparizione di Santoro e Costanzo, Vespa è rimasto il solo testimone della storia televisiva dell’Italia. E il materiale di ieri è valido per capire cosa vuol dire essere mafioso e per ribadire che la mafia esiste”.

“Questa vicenda”, ha aggiunto Freccero in merito alla convocazione dei vertici Rai da parte della commissione Antimafia, presieduta da Rosi Bindi, che si era detta profondamente contraria l’intervista, “è una di quelle che fa capire quanto sia difficile il nostro lavoro, anche perché la tv impone dei termini del discorso che cancellano tutti gli altri”.

“Qualcuno”, secondo Freccero, “argomenterà che così Vespa diventa un involontario agente del libro ma a me francamente mi fa molto più effetto quando Vespa dice al ministro Boschi ‘lei è molto tosta’ e lei replica ‘Renzi è ancora più tosto’. Ecco, se proprio dobbiamo riflettere su un effetto collaterale di questa intervista, direi che è servita ai giornali per ridurre lo spazio sulle contestazioni del premier a Napoli e sullo scandalo petroli”.

Secondo quanto dichiarato dal consigliere Rai Guelfo Guelfi a ‘Repubblica’, invece, l’intervista non doveva andare in onda e il rapporto con Vespa ora dovrà cambiare. Il contratto di Vespa, spiega Guelfi, “è stato prorogato di un anno ed è stato comunicato al cda. Adesso stiamo mettendo mano al piano industriale riconsiderando anche i contratti di fornitura. Ma visto che ci portiamo dietro un Vespa prorogato, sarebbe bene avere delle relazioni tali da sapere prima quel che ci capiterà in mano. Se ci sono timidezze, non va bene. Mi sembra che in questo caso siamo stati un po’ fragili”.

Guelfo Guelfi

“Quell’intervista non doveva andare in onda”, sottolinea Guelfi, “è frutto di una fragilità che i vertici Rai non possono permettersi”. E spiega: “non si tratta di imporre qualcosa. Dovrebbe essere evidente, naturale, che nella Rai che vogliamo non si dà la parola al figlio di un mafioso che ha un libro in promozione”. Guelfi parla anche di un “difetto di filiera. L’autonomia che il giornalista manifesta non è parte di un piano editoriale discusso e condiviso”.