08 aprile 2016 | 12:29

Fnsi e UsigRai contestano l’idea del dg Rai, Campo Dall’Orto, sulla supervisione dei contenuti giornalistici: chiara violazione della legge e del contratto collettivo di lavoro. Il segretario dell’Odg, Pirovano, chiede che i suoi compiti non ostacolino la libertà di stampa

“La chiusura della vicenda ‘Porta a Porta’ non può consistere nell’invenzione della figura di un supervisore a priori dei contenuti giornalistici, in chiara violazione della legge e del contratto collettivo di lavoro”. Il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, e il segretario dell’Usigrai, Vittorio Di Trapani, rispondono così, con una nota congiunta, al dg Rai Antonio Campo Dall’Orto che, durante il suo intervento in Commissione Antimafia, ha parlato dell’introduzione, a partire da settembre, di “una supervisione che lavori sui contenuti giornalistici ovunque essi siano”.

Nella foto, da sinistra: Giuseppe Giulietti, Raffaele Lorusso (presidente e segretario generale della Fnsi), Vittorio Di Trapani, segretario generale UsigRai

“Se il direttore generale non vuole assumere decisioni conseguenti all’inqualificabile figura cui è stata esposta la Rai servizio pubblico con lo spot a un libro firmato dal pregiudicato figlio del boss dei boss di Cosa Nostra, non può pensare di cavarsela a buon mercato, immaginando, come ha annunciato nel corso dell’audizione in commissione Antimafia, supercommissari dell’informazione che non esistono in nessuna azienda italiana ed estera”.

“Del resto”, conclude la nota, “la vicenda di ‘Porta a Porta’ dimostra che un simile rimedio sarebbe inefficace, visto che lo stesso direttore generale afferma che l’intervista è stata preventivamente visionata e giudicata trasmissibile. Il nodo da sciogliere è più profondo e riguarda quale idea si ha del servizio pubblico radiotelevisivo”.

Secondo il segretario nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Paolo Pirovano, invece, “di fronte all’intenzione dichiarata dall’amministratore delegato Rai Antonio Campo Dall’Orto di creare all’interno dell’azienda la figura di un supervisore dei contenuti giornalistici, sarà importante stabilire i suoi compiti che sicuramente non dovranno costituire un ostacolo alla libertà di stampa”.

Paolo Pirovano

“Auspico – ha dichiarato Pirovano – che qualora l’ipotesi andasse in porto, il cosiddetto supervisore eserciti piuttosto una funzione di garanzia al diritto dei cittadini ad essere correttamente informati”.