08 aprile 2016 | 16:07

Bene il piano Ue per ridurre l’Iva sulle pubblicazioni digitali, dice il presidente Fieg Costa. E’ necessario modernizzare il regime di imposizione fiscale

“Un segnale importante di attenzione verso il nostro settore”. Il presidente della Fieg, Maurizio Costa, ha commentato così l’annuncio fatto il 7 aprile da parte del Commissario Ue Pierre Moscovici sulla presentazione entro la fine dell’anno “di una proposta legislativa volta a ridurre le aliquote Iva applicate alle pubblicazioni digitali”.

La dichiarazione di Moscovici, come ricorda una nota della federazione degli editori, fa seguito a quanto già preannunciato dal Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, nel mese di maggio 2015 e accompagna la presentazione del Piano d’Azione della Commissione europea diretto ad adattare l’attuale sistema dell’Iva nell’Unione Europea all’economia digitale.

Maurizio Costa, presidente di Rcs MediaGroup e presidente Fieg (foto Olycom)

Per l’importanza del ruolo svolto dalla stampa in ogni Paese, le pubblicazioni cartacee hanno sempre beneficiato di aliquote Iva ridotte, spiega ancora la nota, ricordando come da tempo, gli editori europei di giornali, visti i cambiamenti subiti dal settore dei media e in particolare le modalità adottate per raggiungere i propri lettori sempre più attraverso Internet, dispositivi mobili e social media, chiedono alle istituzioni di tener conto di questa nuova realtà prevedendo aliquote Iva ridotte anche in favore delle pubblicazioni digitali.

“Dalle recenti iniziative intraprese a livello europeo si evince che la Commissione Ue è ben consapevole dell’urgente necessità di modernizzare il regime di imposizione fiscale, armonizzando le singole normative nazionali che vedono in Italia e Francia, rispettivamente dal 2016 e dal 2014, già applicate aliquote Iva ridotte anche alle pubblicazioni digitali”, ha detto ancora Costa, ribadendo che, “dell’estensione delle aliquote Iva ridotte previste per le pubblicazioni cartacee anche a quelle digitali ne beneficiano soprattutto i consumatori, potendo gli editori rispondere alla domanda con un’offerta più competitiva”.

Emma e Enpa, le associazioni europee degli editori di quotidiani e periodici, conclude la nota, chiedono ai singoli Stati Membri di sostenere attivamente l’impegno assunto dalla Commissione europea.