08 aprile 2016 | 18:35

I giornalisti difendono la qualità del prodotto della Gazzetta davanti alla minaccia di risparmi su foliazione e qualità della carta. E mostrano i denti minacciando di fare causa agli ex amministratori

“La Gazzetta è reduce da un bellissimo compleanno: 120 anni sono un traguardo importante, ma sono anche una spinta a fare meglio e di più in un momento di cambiamento radicale del modo di fare informazione che si è incastrato nella più grave crisi economica del dopoguerra. Una sfida che i giornalisti della Rosea affrontano in modo consapevole, cercando di coniugare la qualità all’attenzione dei costi aziendali”. Comincia così il comunicato del Cdr della ‘Gazzetta dello Sport’, apparso oggi sul quotidiano, nel quale i giornalisti ricordano che “Se Rcs Mediagroup ha bilanci in rosso, i conti della Gazzetta sono molto diversi: anche nel 2015 il sistema che ruota intorno al giornale ha chiuso in attivo, come capita da decenni. Insomma, i nostri sacrifici (compresi quelli personali, come i tagli agli stipendi) sono bruciati nella fornace Rcs, ma li facciamo volentieri perché ancora crediamo in un futuro possibile di questa gloriosa azienda”.

Ma a mettere sul piede di guerra i cronisti della Rosea è la notizia della nuova “richiesta di un ulteriore risparmio”. “Richiesta piovuta in modo anomalo”, scrivono, “che va a toccare nel vivo la qualità del prodotto offerto al lettore: un taglio di foliazione del giornale e il cambio della carta per Sportweek. Il Cdr e l’assemblea dei redattori hanno respinto al mittente la richiesta, sia per una tempistica davvero singolare (un bel regalo per i 120 anni), sia nel merito. Siamo di fronte a un risparmio risibile a fronte di un nuovo danno d’immagine. Il giornale è già ridotto ai minimi termini (quando fu introdotto il formato tabloid gli accordi prevedevano sempre 64 pagine, oggi sono un miraggio) e non è possibile pensare a ulteriori riduzioni proprio in concomitanza con avvenimenti importanti come Giro, Europeo e Olimpiade”.

“Il sistema Gazzetta ha un valore riconosciuto e riconoscibile nel mondo”, scrivono i giornalisti definendone una prova “le offerte molto importanti arrivate sul tavolo della Rcs (che ci sono state svelate dalla stessa azienda) proprio per l’acquisizione di questo universo colorato di rosa”. ”Crediamo che Rcs possa trovare un’uscita dal tunnel dei debiti e siamo pronti a fare la nostra parte, ma per condividere questo percorso diventa fondamentale pensare che davvero si stia remando dalla stessa parte. Così non è stato, tanto è vero che stiamo valutando se avviare un’azione di responsabilità civile nei confronti di chi ha amministrato (molto male) l’azienda negli ultimi anni”.

I cronisti però fanno un’apertura di credito all’ad Laura Cioli, che ha preso in carico la responsabilità del sistema ‘Gazzetta’, accogliendo “con favore l’apertura di un prossimo tavolo di trattativa. In quella sede, davanti a conti certi e non ipotetici, si potranno trovare altre soluzioni, migliori per la Gazzetta e per l’azienda. Noi, come sempre, saremo propositivi a cominciare dalla presentazione di nuovi progetti (a costo zero, parola magica in periodo di crisi) da attuare nei prossimi mesi con al centro l’esperienza e la qualità che contraddistingue il marchio Gazzetta. La speranza è che i vertici aziendali, pur impegnati in una battaglia complicata, abbiano davvero l’intenzione di valorizzare il giornale più letto d’Italia”. “Svilirlo ulteriormente o peggio ancora indebolirlo non avrebbe senso. Piuttosto che una lenta agonia”, concludono, “allora sarebbe meglio pensare seriamente a una separazione. Ma questo, da parte nostra, è al momento l’ultimo degli scenari immaginati. Speriamo che Rcs non ci faccia cambiare idea”.