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13 aprile 2016 | 17:04

Casaleggio Associati presenta la sua ricerca sull’eCommerce. Nel 2015 ripartono le vendite online in Italia, in crescita del 19%

La scomparsa improvvisa il 12 aprile di Gianroberto Casaleggio non ha cambiato i programmi della Casaleggio Associati: il 13 aprile alla Camera di commercio di Milano si è tenuta, come previsto, la presentazione di ‘E-commerce Italia/Europa 2016′, la ricerca che la società di consulenza per le strategie digitali conduce ogni anno sul commercio elettronico nel nostro Paese.

A fare gli onori di casa e a illustrare i risultati dell’indagine non è stato però, come di consueto, Davide Casaleggio, il figlio 39enne del guru del web, che negli ultimi mesi, durante la malattia del padre, ha preso in mano le redini della società. A moderare l’incontro è stato chiamato all’ultimo momento Alberto Bregani, esperto di marketing digitale e in passato direttore e fondatore di Web Marketing Tools, una delle prime riviste specializzate in questo campo.
I dati salienti della ricerca sono stati presentati da Maurizio Benzi, collaboratore di lunga data di Gianroberto Casaleggio fin dai tempi di WebEgg, e dallo scorso maggio socio della Casaleggio Associati. Benzi è impegnato anche attivamente nel Movimento 5 Stelle: è stato infatti tra i fondatori del primo Meetup a Milano (i Meetup sono i nuclei di base del movimento).

Un momento del convegno ‘E-commerce Italia/Europa 2016′, organizzato da Casaleggio Associati alla Camera di commercio di Milano il 13 aprile

Il quadro che emerge dal report della Casaleggio Associati – condotto attraverso un sondaggio online e interviste a oltre 400 aziende – è decisamente positivo, anche se non mancano alcune note di preoccupazione. Nel 2015 l’e-commerce in Italia è ripartito, raggiungendo 29 miliardi di euro di fatturato, il 19% in più rispetto al 2014. “Questa crescita”, ha osservato Benzi, “arriva però soprattutto dai retailer esteri entrati in Italia con campagne aggressive, oltre che da marketplace internazionali come Amazon, primo responsabile della forte crescita del settore dei centri commerciali online”. Aumenta insomma il peso degli operatori esteri, mentre un gruppo importante come Poste Italiane ha deciso nel corso del 2015 di rinunciare alle sue iniziative di e-commerce.

Una crescita notevole si registra anche nel settore dell’editoria, ma anche in questo caso a trainare lo sviluppo sono soprattutto gli operatori internazionali come Netflix, Apple e Spotify. Un altro settore in forte crescita è quello degli alimentari, grazie soprattutto ad Amazon, che ha lanciato in novembre il servizio Prime Now per la consegna della spesa a Milano e nell’hinterland, e a Just Eat, società londinese che ha acquisito nel corso del 2015 le italiane Clicca e Mangia, DeliveRex, HelloFood e PizzaBo.

Daniele Contini, country manager di Just Eat ha illustrato nel corso della mattinata l’attività e i progetti della società. Un innovativo esempio di e-commerce alimentare è stato presentato poi da Daniele Bruttini, fondatore di Quomi, società che propone questa originale formula: fornisce i prodotti freschi, nelle giuste dosi, per realizzare le ricette scelte dai clienti sul sito.

Ma la storia più interessante è stata forse quella raccontata da Cristina Fontana, da poco incaricata da Alibaba di sviluppare nel nostro Paese le attività del colosso cinese dell’e-commerce. “Alibaba non compra e non vende niente, è solo una piattaforma che mette in contatto chi vende e chi compra”, ha precisato Fontana. “Ma i nostri numeri sono comunque impressionanti: raggiungiamo 2 miliardi di consumatori nel mondo e l’obiettivo è di arrivare a una quota del 40% di acquisti dall’estero”. I progetti per il nostro Paese prevedono ad esempio una giornata promozionale su Alibaba per tutto quanto è made in Italy il 2 giugno, festa della Repubblica , mentre il 9 settembre sarà il giorno del vino (anche perché in cinese 9-9 si legge ‘cin cin’). Occasioni da non perdere per i nostri produttori, perché come ha detto Fontana, in Cina c’è una classe media composta da 300 milioni di persone innamorate dei brand italiani. Basta pensare che qualche settimana fa, in occasione di un’altra iniziativa promozionale, sono state vendute su Alibaba cento Maserati in 18 secondi. I grandi brand italiani come Lavazza, Chicco, Fiat, La Perla, Barilla, eccetera l’hanno già capito e infatti sono presenti con propri spazi sul sito cinese; ora si tratta di convincere anche le piccole e medie imprese.

- Il report completo è disponibile sul sito Casaleggio.it