14 aprile 2016 | 11:50

Esamineremo con piacere la soluzione di Cairo per rilanciare Rcs, dice Castagna di Bpm. Secondo Bazoli di Intesa Sanpaolo l’intervento può tutelare la banca e offrire un futuro all’azienda

“Tutte le soluzioni che possono riuscire a rilanciare un giornale così importante vanno chiaramente esaminate”. E’ quanto sottolinea il ceo di Bpm, Giuseppe Castagna, a proposito dell’Ops lanciata da Urbano Cairo su Rcs, a margine del ‘Settimo Forum banca e Impresa’ in corso a Milano. 

Giuseppe Castagna (foto Olycom)

“Se questa può essere una soluzione editoriale la guardiamo con piacere”, ha aggiunto. “Cairo è nostro cliente e siamo informati dell’operazione”ha detto ancora, spiegando che l’istituto bancario non è un grande creditore di Rcs perché “abbiamo una quota ma non tra le maggiori”. L’esposizione del gruppo editoriale di via Solferino nei confronti dell’istituto milanese, riporta Ansa, è di 41 milioni di euro.

Anche Giovanni Bazoli, presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, si è espresso sull’operazione proposta da Urbano Cairo per Rcs, società di cui Intesa è azionista e creditore e lo ha fatto associandosi alle parole del consigliere delegato dell’istituto, Carlo Messina.

Giovanni Bazoli (foto Olycom)

“Mi rimetto alle parole del consigliere delegato, Carlo Messina, e le condivido”, ha detto Bazoli a margine della presentazione del terzo rapporto sui giovani realizzato dall’istituto Toniolo di studi superiori. “Messina ha ritenuto che un intervento di questo genere può ottenere due risultati: tutelare l’interesse della banca e assicurare un futuro all’azienda”.

“Messina – ha precisto Bazoli – ha dichiarato che vuole rispettare il principio secondo cui una banca che svolge un ruolo di finanziamento preferisce non essere presente anche nell’equity. Non penso possa essere un criterio rigoroso e soprattutto questo vale per il futuro. Per le situazioni in essere deve essere gestito e applicato in modo intelligente”.

Il punto di vista della banca, ha ribadito Bazoli, “è essere interessata a recuperare il credito facendo in modo che l’azienda possa continuare a svolgere al meglio proprio compito”. Secondo il presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo, ”quando Messina dice che non vogliamo essere soci e creditori non è che mette il recupero del credito davanti al bene dell’azienda. Occorre tutelare il credito senza aggravare la situazione aziendale: questo è il compito fondamentale delle banche, che devono tutelare i propri crediti nel rispetto bene dell’azienda, anche con ristrutturazioni ‘ad hoc’ in modo che le aziende si riprendano. Poi bisogna capire quali sono le aziende che si possono riprendere”.

Disponibilità anche a valutare proposte alternative a quella di Cairo, da parte di Intesa Sanpaolo: “se ci saranno proposte diverse e migliori”, ha sottolineato Bazoli, “saranno esaminate con questo atteggiamento nei confronti dell’azienda e cioè di assicurare un futuro a un gruppo che ha un’importanza fondamentale e storica nel sistema non solo giornalistico ma civile del nostro Paese”.

 Le dichiarazioni di Castagna e Bazoli arrivano dopo il comunicato del Cda di Rcs nel quale ieri si segnalava anche un’interferenza della Ops di Cairo sul negoziato con le banche creditrici. Sempre ieri Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo aveva, tra l’altro, sottolineato: “Noi siamo creditori di Rcs, quindi sosteniamo soluzioni che rafforzino l’azienda. Se qualcuno ne proporrà una migliore la valuteremo, quella di Cairo ha un valore industriale e può funzionare”.