20 aprile 2016 | 9:15

Oggi l’ad Rai Campo Dall’Orto presenta al Cda il nuovo piano industriale. Secondo le anticipazioni della stampa si va verso una riduzione dei canali (uno solo per lo sport) e stop ai doppioni dei tg

Oggi il dg Rai Antonio Campo Dall’Orto presenterà in Cda Rai il nuovo piano industriale, che prevede, secondo le anticipazioni stampa, il taglio dei canali (uno solo per Raisport) e dei doppioni dei tg. Ecco tutte le novità, secondo i quotidiani.

Antonio Campo Dall’Orto (Foto: Olycom)

“Nulla di clamoroso” in arrivo per il Sole 24 Ore. Secondo il quotidiano economico “non ci saranno licenziamenti né prepensionamenti” e appare “scontata la riduzione delle edizioni dei tiggì per dare più spazio a RaiNews e la rinuncia alla seconda rete di Raisport. Qualche dubbio su Raiscuola”. Ma prima di decidere il taglio dei canali, che  ”sono troppi e hanno ascolti decimali”, secondo il Sole, “bisogna però fare i conti con le regole del servizio pubblico. Campo Dall’Orto spiegherà l’utilizzo delle piattaforme per l’offerta online (gratuita). Quello che invece non cambia è il rosso in bilancio: nel 2015 si prevede un passivo di 30 milioni”.

In particolare, scrive Repubblica, “le edizioni di Tg1, Tg2 e Tg3 saranno sforbiciate”, perché ”le attuali 27 (di cui 15 principali e 12 più brevi) rappresentano un record europeo e sono troppe”. “La misura del taglio sarà decisa – tempo due mesi – dal direttore editoriale Carlo Verdelli che punterà a valorizzare il ruolo di RaiNews 24. La riduzione delle edizioni non comporterà, in ogni caso, licenziamenti o prepensionamenti tra i giornalisti che sono 1618 (bilancio 2014)”.

“Il Piano industriale ipotizza”, prosegue Repubblica, “un uso diverso dei cronisti che non dovranno più fare tutti le stesse cose”. Più spazio ai giovani perché “la tv di Stato ha troppi pochi dipendenti sotto i 30 anni ed anche tra i 30 e i 40″.

Nel mirino “l’infotainment. Sono quei programmi o quelle rubriche che miscelano l’informazione e l’intrattenimento (‘Domenica In’ è l’esempio più classico). Da settembre vedremo molto meno questi prodotti ibridi, che non piacciono per niente all’amministratore delegato Campo Dall’Orto”, aggiunge Repubblica.

Viale Mazzini ridurrà anche i canali, che ad oggi sono 17. “Dopo le Olimpiadi brasiliane, RaiSport avrà una sola rete (invece di 2)”. E anche Rai Scuola può essere “trasferita dal digitale terrestre ad Internet.

“Entro il 2020 tutta la catena produttiva dell’azienda, dalle telecamere alla trasmissione, sarà in Full HD”, aggiunge il Sole 24 Ore, in HD entro la fine dell’anno. “Nel Piano è prevista anche la specializzazione parziale dei centri produttivi, con quello di Torino che sarà dedicato, tra l’altro, alla fiction per i ragazzi”.

In Cda anche “alcune nomine nelle società controllate, tra cui la presidenza di RaiWay dopo l’uscita dall’azienda di Camillo Rossotto, già sostituito nel ruolo del direttore finanziario da Raffaele Agrusti che, quindi, potrebbe forse sostituirlo anche alla presidenza di RaiWay”.

E secondo il Messaggero il dg Campo Dall’Orto “evidenzierà anche le differenti risorse messe a disposizione del servizio pubblico nazionale: 7 miliardi e 750milioni di euro in Germania; 7 miliardi e 127 milioni in Gran Bretagna. 4 miliardi e 200 milioni in Francia. La Rai in questa classifica è fanalino di coda insieme alla Spagna (1 miliardo e 638 milioni). Non potrà rinunciare quindi ai circa 3 miliardi di introiti pubblicitari. Settore in cui si registra un lieve aumento”.

“Si parlerà anche dei cambiamenti legati alla cessione delle frequenze sopra i 700 MHz entro metà 2020 e del nuovo quadro normativo. In agenda anche l’illustrazione del bilancio consuntivo 2015 (in lieve passivo)”, anticipa il Messaggero.

Secondo Repubblica “la tv di Stato punta molto” su Internet “e avrà una sua piattaforma a partire da settembre (sul modello Netflix, ma per il momento gratuita)”. E il quotidiano, ricorda anche che ad oggi “la Rai finanzia 58 film, ne distribuisce 22 e ne acquista altri 10, ogni anno. La nuova strategia per il cinema sarà legata alla legge in discussione alle Camere e dovrà tenere conto di un nuovo temibile concorrente (Sky Cinema) che è sceso in campo firmando accordi con importanti produttori”.

Una nota infine sul canone. “Oggi pagano il canone solo 15,5 milioni di famiglie (a fronte di una platea generale di 23 milioni). Ma I soldi recuperati dall’evasione andranno in parte, nell’ordine dei 150 milioni, alle casse dello Stato. E in ogni caso l’ad Campo Dall’Orto chiarisce che serviranno dei tagli, dei risparmi e delle efficienze”.