20 aprile 2016 | 18:40

Non vendo le mie azioni di Rcs, dice Diego Della Valle. Cairo? Ha fatto bene a provarci, è il suo mestiere, ma l’offerta non è congrua

Diego Della valle non venderà azioni Rcs, potrebbe anzi crescere, e sostiene l’attuale piano industriale. Così il presidente di Tod’s e azionista Rcs chiarisce la sua posizione in merito agli ultimi eventi che hanno visto protagonista il gruppo editoriale. Rispondendo alle domande a margine della assemblea degli azionisti Tod’s, Della Valle, secondo quanto riportano le agenzie, ha voluto chiarire due punti: primo il ruolo in Rcs, secondo il giudizio sull’ops di Cairo, del quale dice “ha fatto bene a provarci, è il suo mestiere, quindi non la considero una operazione ostile”
“Noi siamo compratori e non venditori di azioni Rizzoli”, ha spiegato, “e partner, se così vogliamo dire, di persone che condividono il mio obiettivo di avere un gruppo editoriale indipendente, e sottolineo indipendente, con un Consiglio che si occupi di ridare valore alle azioni e all’investimento che, nel nostro caso, credo sia il più cospicuo di tutti gli azionisti rimasti”. “A me interessa veder lavorare questo Consiglio che è stato eletto da tutti noi, e sottolineo tutti: hanno presentato un piano che sembra un buon piano, realizzabile. Vedo che i primi risultati sono buoni, quindi mi sento di continuare a credere e appoggiare il lavoro che stanno facendo e mi augurerei, per fine anno, di vedere realizzato quello che l’ad ha proposto, che è un buon piano che darebbe sicuramente sicuramente un buon valore all’azienda”.

Diego Della Valle (foto Olycom)

Quindi, Diego Della Valle puntualizza: “Gli altri discorsi li reputo un po’ folcloristici: chi fa cosa e chi sta con chi… Urbano Cairo fa l’editore di mestiere, si mette in discussione, investe una parte del suo capitale e se ritiene che sia giusto tentare questa operazione ha tutta la mia comprensione. Ovviamente le operazioni possono essere tentante e poi devono riuscire, e mi pare di aver capito che il valore dell’operazione non sia congruo. Ma a me non interessa perché le azioni non le devo vendere ma probabilmente le dovrò comprare”.

“Vediamo cosa succede, i mesi davanti sono lunghi, ognuno ha il diritto di esaminare la questione dal proprio punto di vista”, ha aggiunto, “ma toglierei il problema dei due blocchi”, ha detto aggiungendo che personalmente non si identifica con nessun blocco. “Ci sono dei compagni di percorso con cui l’anno scorso abbiamo fatto un patto di qualche giorno per eleggere il consiglio e per dare stabilità alla Rcs, che non ne aveva. A questo punto starei a vedere se quel piano porta dei risultati o meno. Noi continuiamo ad essere indipendenti da tutto e da tutti con un obiettivo che è sempre quello che qualche volta mi ha visto in forte contrasto con altri soci, ma non tutti: quello di dire che abbiamo bisogno di una stampa libera in Italia e di una casa editrice che funzioni; perché per essere liberi bisogna essere indipendenti”.

Tornando sulla nomina dell’ultimo Cda, Della Valle ha aggiunto: “ho insistito che partecipasse con Cairo un suo uomo , perché come editore può portare buone cose”. Ora, dopo il lancio dell’offerta di scambio di Cairo su Rcs, “l’esito futuro lo vedremo, saranno i mercati a dirlo. Comunque – sottolinea ancora Della Valle – ritroverete sempre noi azionisti Rizzoli su qualsiasi tipo di programma o progetto purché ci sia l’intento di avere una casa editrice libera e che finalmente produca dei risultati economici. Di fronte ad una prospettiva come questa siamo prontissimi anche a crescere per tutto quello che serve”.

In merito infine alle indiscrezioni che girano, all’ipotesi di una fusione con il Sole 24 Ore, Della Valle risponde: “La prima cosa che dico su Rcs è questa, quello che ho detto oggi: tutto quello che non corrisponde a quello che ho detto è fantasia”.