20 aprile 2016 | 17:45

L’era dei domini come il ‘.com’ è finita. Oggi sono interfacce quali Google e Facebook a controllare il mercato dei media, dice Barreiro (Prisa). Ecco perché El País ha deciso di scommettere su brand, talento e tecnologia

Secondo El País “non ha senso parlare di strategia digitale, ma si dovrebbe parlare della nostra strategia in un mondo digitale dove tutti i giorni abbiamo a che fare con le conseguenze della tecnologia”. Così risponde a Journalism Aberto Barreiro, chief experience officer di Prisa, l’editore del País, su come il quotidiano spagnolo stia rispondendo all’evoluzione del web.

Aberto Barreiro, chief experience officer di Prisa

Secondo Barreiro, la “prima ondata” della rivoluzione digitale, quella in cui i media tradizionali hanno compiuto il salto dal cartaceo all’online, “è terminata” e ad essa “la maggior parte degli editori è sopravvissuta”.

Ora, invece, “i media sono dappertutto, noi stessi non siamo più semplicemente il nostro dominio, ‘.com’”, ha aggiunto, “e chissà che non siamo destinati a sparire del tutto come dominio”. Parlando di soluzioni quali Google Amp e Instant Articles di Facebook, Barreiro ha, infatti, precisato: “oggi sono le interfacce ad accaparrarsi tutti i profitti, dunque chi controlla le interfacce, controlla il business”.

Un giornale, secondo Barreiro, in questo momento dovrebbe investire sul “brand, sul talento, e la tecnologia”, senza dimenticare la “distribuzione”.

Intanto, per mettere il digitale al primo posto dell’agenda quotidiana, spiega Journalism, El País ha rivoluzionato la struttura interna della redazione, facendo fare un passo indietro all’edizione cartacea rispetto all’online, che è situata fisicamente al centro, circondata da tutti gli altri desk.